Ecco L’anti iPhone. Galaxy S7 e S7 Edge.

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In strategico anticipo sui nuovi annunciatissimi iPhone serie 6, arrivano nei negozi italiani i nuovi smartphone di Samsung, il Galaxy S7 e l’S7 Edge: più compatto il primo (142,4×69,6×79 e 152 grammi di peso) in formato “phablet” il secondo (150x72x77 e peso di 157 grammi). Entrambi integrano un processore otto core (Samsung Exynos 8890 e GPU Mali T880) con 4 GB di RAM e 32 GB di memoria, ampliabile con microSD. La fotocamera ha “solo” 12 megapixel, ma si avvale della tecnologia Dual Pixel, che porta gli MP reali a 24 ottimizzati dalla messa a fuoco rapidissima. Il sistema operativo è Android 6.0 MarshMallow, con interfaccia TouchWiz di Samsung. Eleganti e assolutamente funzionali, i nuovi Samsung sono ergonomici e ancora più pratici e sicuri grazie alla costruzione “waterproof” che garantisce l’impermeabilità fino a un metro di profondità. Come negli ultimi modelli dalla casa coreana il design è curvo e integra anche parte del display touch migliorandone l’ergonomia. Lo schermo Superamoled – da 5,1 pollici per il 7 e 5,5 per il 7 Edge – è molto luminoso grazie all’intervento automatico di un sensore che “misura” la luce dell’ambiente, la adegua alle nostre esigenze e può anche memorizzare il livello di luminosità che preferiamo. Altra utile novità è il display Always On ovvero una parte di schermo sempre accesa, sulla quale compaiono le notifiche, l’orologio e il livello di carica della batteria, anche quando lo smartphone non è attivo. Già disponibili nei negozi italiani costano rispettivamente 729 e 829 euro.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.