Truth – Il prezzo della verità. Dipende…

La produttrice e l'anchorman che osarono mettere sotto inchiesta il presidente.

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Truth – Il prezzo della verità
di James Vanderbilt
con Cate Blanchett, Robert Redford, Elisabeth Moss, Topher Grace, Dennis Quaid
Voto 7+

In questo film si dice che George W. Bush, presidente degli USA per 537 voti (ambigui) contro Al Gore, a un certo punto della sua carriera militare, per evitare il Vietnam, si fece imporre come pilota (da addestrare) nella Guardia Nazionale (che di solito prendeva piloti già addestrati dopo il Vietnam), venne valutato senza di fatto essere presente nelle basi di addestramento e subito dopo entrò in una scuola d’economia dove conobbe qualcuno che poi intrigò per portare la famiglia Bin Laden nelle società petrolifere con cui la famiglia Bush era collegata. Da cui l’annosa questione “sangue per petrolio” e le guerre che ne conseguirono. La storia era risaputa: emerse durante la rielezione di Bush jr quando i partiti in lizza si facevano reciprocamente  le pulci sui meriti di guerra di Bush e di Kerry. Mary Mapes della trasmissione tv della CBS 60 minutes, che aveva per conduttore il famosissimo Dan Rather, osò portare sullo schermo testimoni e documenti che vennero immediatamente contestati con una sofisticata controffensiva di informazioni tese a screditare tutte le prove (a cominciare dai caratteri da macchina da scrivere con cui i documenti erano stati battuti e che, secondo i detrattori, a quel tempo non esistevano). Una commissione tutta decisamente pro Bush distrusse la carriera della Mapes e di Rather, con tanto di pubbliche scuse in tv. Il film di James Vanderbilt è basato sul libro di memorie della Mapes. È il classico film civile, sulla scivolosità delle prove quando le fonti vogliono restare anonime e sul peso del potere quando si sente sotto osservazione. È abbastanza appassionante anche se non ha il respiro dei classici, ma forse è più “realistico” perché suona chiaro che non vincono propriamente i “cattivi”, ma i più forti e capaci di manipolare testi e pubblico. Il principio per cui fare domande e mettere sotto inchiesta ogni atto del potere era un “servizio pubblico” suona ormai come un ricordo dei film di Frank Capra: bello, nobile e forse mai esistito. Chi controlla l’informazione o la piega o la spezza. Resta la stima, per quel che serve, tra individui che sanno d’aver fatto la cosa giusta.

YouTube / Lucky Red – via Iframely

 

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori