Gianna Nannini debutta a Torino con Hitstory Tour (foto e scaletta)

La rocker ha iniziato con grinta il suo lungo tour, che terminerà a Taormina a fine agosto. Foto e racconto della serata.

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Gianna-Nannini-Hitstory-Tour-Torino
Foto di Francesco Prandoni

Hitstory tour di Gianna Nannini è partito ieri sera dall’Auditorium del Lingotto di Torino di fronte ad una platea sold out. Gianna va controcorrente e decide di partire dalla fine. Dal momento nel quale tutti sarebbero pronti ad esplodere, sui pezzi forti dei loro artisti del cuore, che fanno saltare un po’ di più, ballare un po’ di più. Ma lei non ha tempo, né bisogno, di aspettare che il suo pubblico si scaldi e preferisce arrivare dritta al dunque, senza troppi fronzoli.  Sceglie di affidare ad America l’apertura del concerto, ed è un successo già dopo il primo accordo. La cosa che stupisce è l’entusiasmo con il quale la cantante viene accolta sul palco, signore di mezza età con fascette e magliette, uomini brizzolati che si scatenano, ballando a ritmo di rock. La canzone dà il via a due ore e mezza di concerto dove Gianna è un concentrato puro di energia ed esplosività. Si prosegue sulla stessa scia di intensità e ritmo con Avventuriera, che mancava in scaletta da circa vent’anni, e Possiamo sempre.

Il primo blocco si interrompe e i toni si smorzano virando verso sonorità pacate con Vita Nuova, seguita da Profumo – riarrangiata per l’occasione e proposta solo archi e pianoforte – e Pazienza. E’ un’ alternanza di momenti, un sali scendi di diverse emozioni e atmosfere, dove però non si perde mai d’intensità. Se prima si hanno riff di chitarra e ritmi di batteria incalzanti, accompagnati dagli archi dei Red Rock Strings, dopo si ha il pathos di Gianna seduta al pianoforte che propone Notti senza cuore e Oh marinaio. «Mi sono allenata apposta per questo tipo di concerto, il mio preparatore, che è lo stesso di Mick Jagger, mi ha allenata con il metodo dell’Interval Training, partendo dalla misurazione dei battiti cardiaci, per preparare un lavoro che avesse picchi e cali d’intensità», spiega Gianna dopo il suo show.

Ha scelto per questo tour un palco essenziale, senza quinte, nulla a separare la band dal pubblico. Le numerose luci sono l’elemento aggiunto della serata, in perenne azione corrono con la musica creando, tra le prime file, una ambiente magico che unisce pubblico e artista come fossero in una bolla. Il fondale è un semplice telo che copre o scopre l’illuminazione appesa verticalmente. «Non voglio led alle mie spalle, non mi interessa avere i contributi video. I led li metti se non sai cantare e io credo di saper cantare.Perché distrarre il pubblico? La canzone ha già il suo impatto emotivo» dice sicura.

La prima cover della serata è Ciao Amore Ciao, alla quale seguiranno poi Lontano dagli occhi, Dio è morto e L’immensità, tutti brani tratti dagli ultimi due album, Hitstory e Hitalia. «Ho deciso la scaletta in base ai testi, che nei live sono più rilevanti di quando li canti nel disco. Ho visto i colori dei suoni e le emozioni di quelle stagioni e poi ho deciso gli accostamenti». Un dialogo tra qualche grande successo e i nuovi inediti, contenuti in Hitstory. Qualcuno si interroga sull’assenza di pezzi come California, che Gianna ha preferito escludere dai suoi concerti per questo 2016. «L’arrangiamento non si addiceva al resto», spiega senza troppi problemi.

Un tour pensato con David Zard che ruota attorno al “rock sinfonico”, che la Nannini vuole definire. Il suono è al centro dell’attenzione e i luoghi per i concerti sono stati scelti ad uno ad uno, valutandone l’acustica. Il concerto è compatto nonostante i trenta pezzi presenti in scaletta. Gianna non si perde nemmeno un attimo e infila una canzone dopo l’altra in due ore e mezza cariche di grinta. Una performance fisica, oltre che vocale, che la Nannini ieri sera ha affrontato egregiamente. «In Italia un suono così non si era mai sentito e credo di aver visto un po’ di concerti», conclude David Zard e io, per il concerto di ieri sera, voglio credergli.

America
Avventuriera
Possiamo Sempre
Vita Nuova
Profumo
Pazienza
Ragazzo dell’Europa
Ciao Amore Ciao
Hey Bionda
Ogni Tanto
Fotoromanza
I Maschi
Amica Mia
Tears
Ti Voglio Tanto Bene
Lontano dagli Occhi
Dio è Morto
Dea
Notti Senza Cuore
Oh Marinaio
Io
Amandoti
Bello e Impossibile
Latin Lover
Mama
Sei Nell’Anima
Meravigliosa Creatura 

BIS

L’Immensità
Un’Estate Italiana
Aria

Gallery a cura di Francesco Prandoni

 

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.