Quando Beethoven invento’ il Jazz.

... e anticipò il boogie e il ragtime

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Al conservatorio di Milano nel corso di una seguitissima maratona pianistica organizzata dalle “Serate musicali” è andato in scena ancora una volta l’estremo miracolo compositivo di Beethoven ovvero l’anticipazione – da parte di un vecchio ormai sordo – dei ritmi del jazz, del boogie voogie e del ragtime che nasceranno un secolo dopo. Parliamo del secondo movimento, denominato “arietta”, dell’ultima sonata per piano solo di Ludwig Van: la n.32 (op.111), celebrata anche nel famoso romanzo Doctor Faustus di Thomas Mann. Rinunciando al classico rondò finale, la 111 dopo un trascinante movimento iniziale, si conclude in un “mood” lontanissimo dal titanismo e dal sublime beethoveniano: traspare una calma sovrumana e un superamento del caos, paragonabile alla pace dei sensi del Nirvana. Beethoven trova la via maestra dell’ispirazione concentrandosi sulle variazioni – l’evoluzione romantica sarà di Schubert e Schumann – e scrive alcuni passaggi sincopati e in controtempo che appaiono come un presagio della musica del futuro: ascoltare per credere!
Officiante del rito Sir Andras Schiff – pianista ungherese naturalizzato inglese e nominato baronetto per la sua infaticabile attività di concertista, consacrata alla esecuzione delle integrali del pianismo classico – che ha concluso con la 111 una serie di concerti dedicati ai capolavori estremi di Haydn, Mozart, Beethoven e Schubert.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.