Tommaso Paradiso (Thegiornalisti): Ho iniziato a scrivere canzoni grazie agli Oasis

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Gambe abbronzate, tette sudate e mani sul culo. Promiscuità, film anni ottanta e Mario Balotelli. Avremmo mai pensato di ascoltare tematiche simili dentro hit radiofoniche italiane? I Thegiornalisti (band composta da Tommaso Paradiso, Marco Antonio Musella e Marco Primavera) hanno, in pochi anni, sconvolto gli schemi musicali del nostro paese, il tutto condito da sonorità anni ’80, la passione per gli Oasis («Volevo essere loro e ho incominciato a scimmiottare le loro canzoni in canzoni mie» ci racconta Tommaso) e una romanità sempre presente. Abbiamo intervistato il leader e fondatore del gruppo, Tommaso Paradiso, per farci raccontare il suo passato, il suo presente e il suo futuro.

Quando hai iniziato a scrivere canzoni?

Quando ho scoperto gli Oasis da ragazzino. Volevo essere loro e ho incominciato a scimmiottare le loro canzoni in canzoni mie che più che altro dicevano: “Stars sun sky”…roba simile. Li ascolto ancora adesso. Sono la band della mia vita (forse sono la mia vita).

Con il tempo il tuo modo di scrivere canzoni è cambiato?

Moltissimo. Ora scrivo solo cose che mi appartengono. Uso il telefono. Appunto frasi e principalmente scrivo solo quando vivo un amore impossibile e forte.

Fuoricampo, il vostro ultimo disco, ha avuto un successo eclatante: ve lo aspettavate?

No. Assolutamente no. Thegiornalisti è un nome che sembra comico. Nessuno lo prende sul serio. Solo con il tempo la gente ha capito che dietro un nome così stupido c’era della sostanza.

Il brano Luca lo stesso di Carboni vede anche la tua firma. Come è nata questa collaborazione e soprattutto come è nata la canzone.

Avevo scritto questa canzone per una ragazza. L’ha ascoltata Dario Faini, con il quale collaboro per Universal, e mi ha subito detto: “Tommy questa è una hit!”. L’ha presa e l’ha fatta diventare veramente una hit. Luca (Carboni ndr) poi ci ha messo un testo universale, lì dove il mio era più sfigato e intimista, e una interpretazione della madonna.

Ci sono delle canzoni, nel panorama italiano, che avresti voluto scrivere?

Tantissime. Non basterebbe un chilo di fogli. Poi però vado a casa la sera e mi ascolto le mie canzoni. Sono contento di quello che scrivo.

Thegiornalisti-©Simon_dExea-5

So che state lavorando al nuovo disco. Ci puoi anticipare qualcosa?

Certo. Saranno una decina di canzoni. Parlano di un mix di donne per cui ho clamorosamente sbandato e di quello che ho vissuto negli ultimi due anni. È un disco che mette in luce il lato meraviglioso di essere disperati.

Durante un’intervista hai detto che per il prossimo disco ti sei ispirato al sound del Vasco anni ’80. Come sei entrato in contatto con la sua musica?

È semplicemente il più grande di tutti, e se proprio devo ispirarmi a qualcuno preferisco prendere a modello il più grande di tutti.

Devi qualcosa alla musica italiana degli anni ‘80?

No. Devo tutto alla musica che mi piace di ogni epoca. Ora fortunatamente penso solo ai Thegiornalisti quando scrivo una canzone… ai Thegiornalisti e a Vasco.

Cosa fai quando non sei impegnato con la musica?

Dipende. Sport soprattutto. Esco la sera. Torno a casa scrivo. Film. D’estate libri e mare. Poi se capita vado fuori di testa per una tipa e incomincio a scrivere canzoni. Ogni tanto soffro di attacchi di panico ma col tempo li sto gestendo meglio.

Appuntamenti live futuri?

Saremo al concertone del Primo maggio a Roma poi al MiAmi festival a Milano. Il nuovo tour invece inizierà a novembre.

YouTube / foolicarecords – via Iframely

Foto: ©Simon D’Exea

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.