Mario Lavezzi ci parla di CampusBand, contest per giovani band

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La storia della musica insegna che alcune tra le più grandi band di sempre si sono formate tra i banchi di scuola e nelle aule universitarie. Nasce proprio con questo spirito CampusBand, concorso rivolto ai gruppi emergenti formatisi nelle scuole o nelle università italiane. Per partecipare sarà necessario inviare un brano inedito e una cover entro il 31 maggio 2016, tramite i siti MusicaMatematica o CampusBand.
A decretare il gruppo vincitore, una commissione di esperti formata, tra gli altri, da Mario Lavezzi, Andrea Laffranchi, Cristiano Minellono, Angelo Baiguini e Claudio Ferrante.
Lo stesso Lavezzi, inoltre, insieme a Mogol e Franco Mussida, farà da guida ai ragazzi.
Il gruppo vincitore si aggiudicherà un contratto con un’etichetta discografica e due borse di studio: una al CET di Mogol e l’altra al CPM di Franco Mussida. Alle 10 band finaliste, inoltre, sarà data l’opportunità di esibirsi in un concerto al Castello Sforzesco di Milano, al termine dell’anno scolastico.
Abbiamo deciso di contattare Mario Lavezzi per parlare insieme a lui di questa bella iniziativa ed ecco la nostra intervista.

logi verticaleCosa si aspetta di vedere da questi ragazzi? E’ alla ricerca di qualcosa in particolare?
Si tratta di un concorso che avevamo già sperimentato 4-5 anni fa insieme alla provincia di Milano. In quell’occasione, uscirono alcune band molto interessanti: una aprì un concerto di Ligabue, un’altra il live di Biagio Antonacci a San Siro e con una ho lavorato personalmente.
CampusBand ci sarà per almeno 3 anni, poi vedremo cosa succederà. Inoltre, abbiamo il supporto della Siae. Insomma, questa iniziativa ha tutte le carte in regola per creare delle ottime opportunità per i giovani artisti.
Anch’io ho formato le mie prime band tra i banchi di scuola. A quell’età c’è un gran fermento e non c’è contaminazione dal mondo esterno. Per questo credo che le scuole e le università siano un’ottima palestra e CampusBand si prefigge l’obiettivo di essere una valida alternativa ai talent show.

Cosa risponde a chi pontifica sulla fine della musica?
E’ un cane che si morde le coda: i musicisti sanno che se propongono della musica che abbia una certa intensità e che faccia riflettere avranno meno supporto da parte dei media. Sapendo questo, sono tendenzialmente portati a scrivere solo determinate cose. La musica, però, è varietà. E’ fatta di strumenti ed è fatta di computer, soprattutto oggi. E poi di prove, di arrangiamenti. Insomma: i ragazzi che si iscriveranno a CampusBand avranno la possibilità di scoprire come fare musica insieme.
Questo è il motivo per cui daremo una borsa di studio relativa alla parte tecnica, nella scuola di Mussida, e un’altra relativa alla parte creativa, nella scuola di Mogol.
Normalmente, i musicisti sono portati a rifarsi alla musica più recente. Avverto invece dai più giovani un fermento diverso: hanno la tendenza a fare qualcosa di nuovo. Io spero che anche grazie a CampusBand la musica possa ricominciare a spaziare come una volta, quando Battisti scriveva Emozioni ma scriveva anche Sì, viaggiare.

Adesso si fa un ampio uso dell’elettronica: evoluzione dalla connotazione positiva o negativa?
Recentemente è morto Keith Emerson, pioniere della musica elettronica. Ha usato il cosiddetto mini moog, che è stato il primo mattone per passare al sequencer e agli strumenti virtuali che si usano ora sul computer. E che uso anch’io.
Non è una cosa negativa: la maggior parte della musica che ci arriva dall’estero è fatta al computer e sento dei lavori egregi, come i dischi dei Coldplay.

Ci sono dei cantanti contemporanei che ascolta?
Tra gli italiani ascolto Tiziano Ferro, un artista in grado di spaziare da un pezzo come Sere nere a Raffaella. E poi Jovanotti e Max Gazzé, un autore di cui apprezzo molto lo stile. Tutti cantanti che hanno coraggio e che non si sono mai fermati.

Alla band vincitrice saranno assegnate due borse di studio: una al CET e una al CPM. Una volta, non esistevano queste scuole di musica così come sono strutturate oggi. In che misura possono essere importanti secondo lei?
Dal CET di Mogol sono usciti Arisa e il suo autore, Giuseppe Anastasi, entrambi artisti di successo. E, allo stesso modo, il CPM di Mussida ha formato tantissimi musicisti.
E questi sono di per sé dei validissimi motivi.
Inoltre, ai vincitori sarà data la possibilità di pubblicare il loro singolo, che faremo trasmettere nelle radio. Ci piacerebbe poi che la band vincitrice potesse entrare di diritto in un talent show.
In ogni caso, cercheremo di creare loro delle possibilità, ben consapevoli che, in una contemporaneità in cui non si vendono dischi, emergere è sempre più difficile.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.