Land of Mine. Il cuore è un campo minato

Bambini soldato tedeschi mandati a sminare lo Jutland danese. In tempo di pace

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Land of Mine – Sotto la sabbia
di Martin Zandvliet
con Roland Møller, Mikkel Boe Følsgaard, Laura Bro, Louis Hofmann, Joel Basman.
Voto 7

Land of Mine (chissà sè un gioco di parole tra “mia terra” e “terra di mine”?) è un piccolo film che sembra più grande. Narra di un sergente danese a cui alla fine della seconda guerra mondiale vengono affidati ragazzini/soldati tedeschi prigionieri a cui far sminare le coste dello Jutland (dove i tedeschi, che si aspettavano lo sbarco che avvenne in Normandia, avevano messo sotto la sabbia due milioni di mine antiuomo). Nella prima parte il gioco sembra questo: i danesi, dopo cinque anni di occupazione tedesca, trattano da nazisti i ragazzini nazisti, e li mandano con astine di metallo a sondare la sabbia e a morire come animali. Mentre il rapporto tra gli sminatori e il sergente cresce, e cresce l’ansia dello spettatore, i nemici senza volto e i vincitori senza cuore si rivelano per quello che sono: umani, disgraziati, stronzi, ossessivi, vinti e provati. Ovvero, con l’ansia cresce l’empatia e si scopre che la guerra la vince sempre qualcun altro o nessuno. Antico messaggio sempre inascoltato al momento di fare le guerre. Quindi il film, a modo suo, è vecchio e retorico e insieme impossibile da mollare e persino, a tratti, esplosivo.

YouTube / notoriousitalia – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori