Biden incorona Bruce come futuro presidente

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Il suo mandato di Vice-Presidente degli Stati Uniti d’America è ormai agli sgoccioli e Joe Biden pensa al futuro, il suo e quello del suo paese. Il prossimo 7 aprile sarà a Las Vegas con Lady Gaga per lanciare la sua iniziativa It’s On Us (http://itsonus.org) contro la violenza sessuale nelle scuole e nelle università (1 ragazza su 5 viene molestata, 1 ragazzo su 16, secondo i dati del sito governativo NotAlone.gov) ma in una recente intervista rilasciata a Billboard, l’attuale vice-presidente lancia un’eclatante candidatura per le elezioni del 2020. Il candidato perfetto – per Joe Biden – per guidare gli Stati Uniti d’America sarebbe proprio Bruce Springsteen. Biden, infatti, a domanda precisa del collega americano “Quale musicista sarebbe perfetto come presidente?”, ha così risposto: La classe media avrebbe il miglior esponente possibile con Bruce Springsteen, perché lui capisce i problemi dei lavoratori Americani”. Dal canto suo Bruce – al momento in cui scrivo – non ha ancora commentato questa affermazione del Vice-Presidente, certo è che appare difficile, almeno in questo momento, che possa accettare un invito simile, anche se già nel 2008 (e poi nel 2012) Bruce sostenne la campagna elettorale di Barack Obama, dando anche il suo brano “We Take Of Our Own” per accompagnare la Convention Democratica. Appare ancora più difficile considerando che quando nel 1998 gli venne proposto di candidarsi al Senato come indipendente nel New Jersey, Bruce rispose citando il Generale William Tecumseh Sherman* che nel 1884, alla Convention del Partito Repubblicano, aveva detto:“If nominated, I will not run. If elected, I will not run” (che sarebbe a dire “Se sarò candidato, non correrò, se verrò eletto, non servirò). Strana cosa- ma comprensibilissima – anche per chi è abituato a correre, anzi per chi addirittura è nato per correre! Di sicuro, con la classe politica che vediamo circolare nel mondo, una persona come Bruce Springsteen non sfigurerebbe affatto, anzi sarebbe davvero il miglior esponente possibile. In tempi di elezioni – anche qui da noi – sono molti a pensare a Bruce come salvatore della Patria e vi confesso che alle prossime amministrative a Roma lo vedrei molto bene come candidato sindaco. Anzi, vi dirò di più: il 5 giugno io voto Springsteen!!! Hai visto mai dovesse accettare…

 

YouTube / The Telegraph – via Iframely

 

*William Tecumseh Sherman è stato Generale dell’esercito dell’Unione (i Nordisti) nella Guerra Civile Americana (1861-1865). Dopo la fine della Guerra  venne nominato Capo Generale delle Forze Armate dal 1869 al 1883. Quando si ritirò dall’Esercito si stabilì a New York dove morì nel 1891 all’età di 71 anni.

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.