La finestra sul cortile. Hitchcock secondo Marchesini

Anatomia di un capolavoro

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La finestra sul cortile. Intimità violate, cattivi pensieri
di Mauro Marchesini
edizioni di Cineforum

Affacciatevi alla finestra e scoprite cosa davvero è successo nel cortile del cinema. Mauro Marchesini, esegeta di Alfred Hitchcock, riprende La finestra sul cortile (anno 1954) e la seziona come un anatomopatologo in un libro che al titolo hitchcockiano aggiunge, non a caso, Intimità violate e cattivi pensieri.
La finestra sul cortile 2Forse fino ad oggi il classico del regista inglese vi è sembrato solo la bella storia del fotografo James Stewart costretto in casa da una gamba rotta che dalla finestra del suo appartamento si mette a spiare i vicini con il teleobiettivo, scopre un delitto e rischia persino di restarne vittima. Da oggi saprete quante evoluzioni ci sono state della storia di base di Cornell Woolrich, quanti piani aveva sul serio lo stabile, come Hitchcock montava e smontava e con quale criterio i materiali altrui, quali erano le regole contrattuali che riusciva a spuntare, come doveva spiegarlo alle commissioni di censura insospettite da tanto voyeurismo ma incapaci di afferrarne la sottigliezza geometrica, come si evolve il calendario minuzioso della vicenda e come girano le storie interne con precisione cronometrica, cosa ci dice tra le righe sul matrimonio, sulla curiosità per le abitudini (sessuali) del prossimo, sulla società di quegli anni, sull’uso di divi come James Stewart e Grace Kelly, cosa Hitchcock confessò a Truffaut a proposito della genesi del film (e forse vi converrebbe abbinare la lettura di Marchesini a quella di Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, visto adesso è diventato anche un documentario, Hitchcock/Truffaut …). Senza poi dimenticare, come dice Daney in citazione, che questo film è la metafora del nostro andare al cinema, a spiare le vite degli altri…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori