Una notte con la regina. Monarchico è bello?

L'unica volta che Elisabetta si è divertita. Come sono belli i regnanti in incognito.

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Una notte con la Regina
di Julian Jarrold. Con Sarah Gadon, Emily Watson, Rupert Everett, Jack Reynor, Bel Powley.
Voto 6/7

Una notte con la regina è un film, nel titolo, avveniristico. Infatti la notte è quella dell’8 maggio 1945 in cui si festeggia della Vittoria degli alleati nella seconda guerra mondiale e lo spettatore la passa con P1 e P2, cioè le Principesse 1 e 2, Elizabeth (Alexandra Mary) e Margaret Windsor, figlie del re d’Inghilterra. Elizabeth, futura Elisabetta II (l’attuale inquilina di Buckingham Palace) è quella con la testa sulle spalle, Margaret la casinista di corte. Ottengono di passare la notte della Vittoria nel caos di Londra che si sbronza e balla per le strade, ma scortate da due militari che le perdono presto di vista per darsi ai bagordi. Sfiorano bordelli, accompagnatori scandalosi e seri pericoli tra Soho e il Tamigi, Elizabeth accompagnata dall’unico soldatino incazzato che parla male del famoso discorso del re (quello in cui non balbettò) e Margaret in giro con grandi ruffiani. Il giocoso Helzapoppin filomonarchico presuppone che la futura regina capisca che rischi corre ma abbozzi e la sorella invece non capisca mai e cominci la creare la serie degli aneddoti per cui è ricordata come una scapestrata. Il reale presepe, che vede un eccellente Rupert Everett fare il re Giorgio VI e Emily Watson la regina madre, sembra un atto di tenerezza verso la sovrana (è stata anche lei ragazza e infelice, perché una futura regina non può amare chi le piace) ed è farcito di barzellette sulla vita sessuale degli inglesi un po’ fané. Complessivamente una cosina molto british e un serio pericolo per i politici nostrani se gli elettori vengono presi da rigurgiti per le teste coronate

YouTube / Redazione Cinemamente – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori