Federico Zampaglione: «Vi racconto il mio nuovo disco»

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È uscito l’8 aprile il nuovo lavoro in studio dei Tiromancino dal titolo Nel respiro del mondo Il disco «cerca nuovi spazi sonori e letterari con cui confrontarsi, in cui riconoscere quella parte di noi stessi che ha bisogno di ossigeno e luoghi meno contaminati in cui far esprimere e liberare l’anima», si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Sony. Per l’occasione abbiamo fatto, prima del suo incontro con i fan, una chiacchierata con Federico Zampaglione nel backstage de La Feltrinelli a Roma.

Partiamo dal titolo del disco: cosa vuoi intendere con Nel respiro del mondo?

Il titolo spiega da subito il tema principale del disco, il mare, visto da più angolazioni. Si passa da un mare solitario a uno che ti trasmette tranquillità e pace. C’è anche da considerare il mare come elemento di contatto tra popoli e terre lontane. I pensieri, i sentimenti e le emozioni vengono paragonati al movimento delle onde. Perciò Nel respiro del mondo è il titolo giusto per mettere in relazione tutte e dieci le tracce del disco.

Parte dei brani sono nati in una casa sulla spiaggia, giusto?

Sì, avevo già a disposizione parte del materiale, ma per avere ancora più ispirazione continuare a lavorare in un appartamento in città non aveva senso. Mi sono trasferito quindi in una casa sulla riva del mare dove respiravo quell’aria e sentivo il rumore delle onde che mi ha aiutato moltissimo nella stesura di testi e musiche. Per la registrazione ho riempito la casa di percussioni molto particolari tra cui conchiglie e strumenti caraibici. Poi il disco è stato arrangiato da Luca Chiaravalli che è riuscito a dare alle tracce il ritmo che cercavamo.

Cosa significa per un artista lavorare a stretto contatto con una persona molto cara come nel tuo caso tuo padre?

Non è la prima volta che collaboriamo, ormai è una cosa abbastanza rodata. Fondamentalmente siamo due appassionati di musica e arte, e in questo senso il ruolo padre-figlio viene meno.

Ascoltando l’album ho notato che è molto diverso dai precedenti, soprattutto nelle sonorità. Come mai questa scelta a questo punto della vostra carriera?

Intanto perché bisogna sempre rinnovarsi altrimenti il rischio è quello di andare indietro invece che avanti, per cui volevamo fare qualcosa di diverso. Di solito abbiamo fatto degli album più metropolitani, con sonorità più scure. Dopo tanti anni la voglia e le motivazioni per fare un disco ti portano a cercare di cambiare e migliorarti, cercando nuove strade poiché il rischio è quello di ripetersi.

In Imprevedibile canti: «Non posso darti torto se mi dici che sono un uomo pieno di difetti». Quali sono i difetti da cui non riesci a separarti?

(Ride, ndr.) Sai, i difetti fanno parte della personalità di chiunque per cui qualcosa puoi sempre smussare e migliorare, ma fondamentalmente ognuno rimane sempre quello che in realtà è.

So che eri un grande amico di Franco Califano. A livello musicale ti ha insegnato qualcosa?

Sì, molto, soprattutto a livello di scrittura. Califano scriveva in maniera molto personale, senza mai utilizzare concetti che non appartenessero alla sua vita e alla sua esperienza. In questo senso ho imparato da lui a tirare fuori le cose come se fossero dette più che scritte.

La tua carriera si divide tra musica e cinema: che legame c’è tra queste due arti?

Immaginare un film senza una colonna sonora è veramente difficile. Musica e immagine sono già di loro due elementi molto forti, nel mio caso facendo dischi anche con l’occhio del regista riesco a trovare delle immagini visive ancora più di impatto.

Che cosa ascolti oggi di musica italiana?

Tra i nuovi artisti mi piace molto Mannarino (Alessandro ndr.) ma ho sentito cose molto interessanti anche in questa nuova scuola di cantautorato come Calcutta o I Cani. Ci vogliono dei nuovi autori, altrimenti il rischio è che i giovani artisti siano soltanto dei semplici interpreti. Questi mi sembrano dei ragazzi che hanno qualcosa da dire, con il loro stile e gli auguro tutto il meglio.

In estate partirete in tour. State già pensando alla scaletta?

Sì, saremo in tour (sarà annunciato tra 10 giorni e a Roma suoneranno a Villa Ada ndr.), faremo alcuni pezzi del nuovo album e anche i nostri classici che non possiamo non fare anche perché sennò sul palco ci lancerebbero di tutto. (Ride ndr.)

Dedica per Spettakolo! da parte di Federico Zampaglione
Dedica per Spettakolo! da parte di Federico Zampaglione

Foto di: Daniele Baracco e Federica De Mitri

Intervista di: Emanuele Camilli e Vincenzo Cozzolino

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.