Renato Zero: «Dio è un’entità astratta. Gesù siamo noi»

Il cantante presenta il nuovo disco di inediti "Alt". L'appuntamento live è per l'1 e il 2 giugno all'Arena di Verona.

951
0
Renato_Zero_Presenta_Alt

Renato Zero è il solito istrione. Ormai sempre più spesso si lascia andare a lunghe arringhe. Lo aveva già fatto a Sanremo, è successo di nuovo in occasione della presentazione del suo ultimo album, Alt, uscito venerdì scorso.

«Difendete la musica dalla discografia che non vuole più esseri umani ma solo macchinette robotizzate che portino a casa denaro. La scuola non può essere abbandonata mentre stiamo per laurearci e voglio laurearmi con i voti che mertio, con quelli che la musica mertia. Faccio appello a tutti coloro che vogliono difendere questa zona sana della nostra società: salvatela cercando di dialogare con internet, con questi atolli, questi aricpelaghi che stanno disperdendo le nostre forze, la nostra semina. L’artista deve fare il mestiere a 98 gradi più 98 grandi, che sono?», chiede alla schiera di quotidianisti posizionati in prima fila, perdendo poi il filo del discorso. «Quando un artista indossa le pantofole e scopre il sederino ha smesso di dire qualcosa al mondo. Questo è un disco rivolto a chi non vuole stare in panchina, rassegnandosi al tempo e all’Isis, discorso diventato ormai banale perchè abbiamo lo stadio o l’amante a cui pensare». Arriva diretta la critica a quelle persone che si credono sorcini ma che non rispettano l’artista, come chi ha diffuso in rete album illegalmente: «Non venite ai miei concerti, non comprate più i miei dischi», si pronuncia perentorio Zero.

Un’introduzione riservata al disco e poi ruota libera su tutto, con giornalisti famelici, che ben conoscono Zero, alla ricerca del “titolone”, che però non arriva. Zero aggira con classe le domande più succulente. La votazione del 17 aprile? Prima fraintende chiedendo all’interlocutore se avesse qualche buon candidato da suggerire, poi si corregge: «La mia risposta l’ho già data quando Lucio (Dalla, ndr) mi chiamò dicendomi che volevano trivellare le Isole Tremiti, chiatta naturale sulla quale viveva. Lo raggiunsi e manifestammo, suonando quattro giorni, per tentare di mantenere salda la loro realtà». L’intervista di Vespa al figlio di Riina? «Non ne sono a conoscenza, non posso risponderti». Nessun commento nemmeno su Loredana Bertè, sua sorella almeno fino a poco tempo fa, oggi cancellata anche dai ringraziamenti del booklet inserito nel disco.

Quattordici tracce dove l’attenzione si sposta all’Italia, un disco che propone preghiere laiche (Gesù – traccia 8, ndr), e molte critiche. «L’assenza di Gesù si sente moltissimo, Gesù in fondo siamo noi, Dio potrebbe essere un’entità lontana, ma Gesù è un giovane che è venuto in questo mondo per farsi massacrare. Ce ne sono stati tanti di Gesù nei nostri tempi. Bisogna che torni a casa, che torni qui. E questo dipende anche dalla nostra volontà». Zero tenta di fare il punto su questa società alla deriva, partendo dalle cose più concrete: «Ho scritto Il cielo è degli angeli a fronte di epidemie di separazioni di amici che mi hanno spiazzato. Queste situazioni sono penalizzanti soprattutto quando ci sono di mezzo i figli. Angelo è chi lotta ogni giorno per superare queste situazioni, nonostante non ci sia più la passione ad alimentare le storie».

Un album in stile Zero che prosegue sulle sonorità del precedente Amo, creando uno scarto sulle tematiche. Ammirevole la volontà di trasmettere messaggi di spessore, che toccano temi come fede, violenza, lavoro, arte o destino dei giovani. L’impressione è che, però, tutto rimanga confinato in una bolla sospesa per aria, nel posto privilegiato dell’osservatore che racconta. Ora il tempo per i giornalisti è scaduto, Renato Zero scompare.

CONDIVIDI
Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.