Concerto del Primo maggio. L’intervista all’organizzatore Carlo Gavaudan

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Mancano poco più di due settimane al Concerto del Primo maggio: consueto appuntamento romano, in Piazza San Giovanni, nel giorno della festa dei lavoratori.
Buona parte del cast è ancora top secret e verrà svelato lunedì. Tra i nomi finora annunciati, quelli degli Skunk Anansie e di alcuni “aficionados” del Concertone: Modena City Ramblers (qui la nostra intervista), TheGiornalisti (qui la nostra intervista) e Vinicio Capossela.
Abbiamo contattato Carlo Gavaudan (Ruvido Produzioni), organizzatore insieme a Massimo Bonelli (iCompany) del Concertone, per parlare della nuova edizione. Tra le tante cose dette, anche una piccola anticipazione: la presenza della Bandabardò.
Ecco la nostra intervista.

Questo è il secondo anno che Ruvido e iCompany organizzano il Concerto del Primo maggio. Cosa dobbiamo aspettarci di nuovo rispetto all’ultima edizione?

Questa nuova edizione ci vedrà sicuramente più preparati, perché l’anno scorso eravamo appunto alla prima esperienza ed eravamo stati incaricati dell’organizzazione a marzo. Quindi, avevamo poco tempo a disposizione e la necessità di recuperare i rapporti intorno alla manifestazione.
Questa volta, abbiamo avuto un anno a disposizione per organizzare il Concertone, quindi ci saranno delle novità rispetto al 2015. Innanzi tutto, toccheremo di più i temi legati al lavoro: il programma della giornata, quindi, avrà un “peso specifico” diverso. Ci saranno meno gruppi, ma tutti di grande valore, e molti di questi ospiteranno altri musicisti all’interno dei loro brani: quindi ci saranno dei momenti di “gioco” e alcuni duetti musicali.

Per la scelta del cast, in che misura incidono il lato per così dire “civico” della manifestazione e quello prettamente musicale?

Sicuramente, il lato “civico” incide molto, anche se il Concertone rimane una manifestazione musicale ed è quindi intorno alla festa musicale che costruiamo qualche riflessione.
Inoltre, sul palco saranno presentate delle canzoni che possono essere considerate delle bandiere per i lavoratori: ce n’è una bellissima del giovanissimo Maldestro, ragazzo di Scampia, proveniente da una famiglia che ha avuto delle implicazioni camorristiche. Lui, però, attraverso la musica è riuscito a trovare un lavoro pulito e a costruire un percorso che può essere un esempio per i tanti giovani che lo ascoltano e si trovano nella sua situazione.
Lo stesso discorso può essere fatto con la Bandabardò, che porterà sul palco un’altra canzone – bandiera per tuti i lavoratori.
Quindi, anche la musica sarà un modo attraverso cui sarà toccato il tema del lavoro.

Molti sono i concerti che sono stati organizzati il giorno del Primo maggio nelle principali città italiane. Che cosa rappresenta ancora quello di Piazza San Giovanni?

I lavoratori hanno il diritto di festeggiare il giorno del primo maggio per ricordare qual è l’importanza del lavoro, dell’artigianalità e della piccola industria in Italia, quindi tutte le manifestazioni sono importanti. Questa del primo maggio è la festa delle organizzazioni sindacali, che interverranno a Genova e poi a Roma, in Piazza San Giovanni: una piazza enorme, importante, che coinvolge molto pubblico e che avrà dalla sua una diretta televisiva e una radiofonica. Quindi, il Concerto del Primo maggio che ha maggior forza e visibilità rimane quello di Roma. Ciò non toglie, però, che tutte le feste del Primo maggio siano importanti e abbiamo quindi pari dignità.

Quanto al contest dedicato a band emergenti, cercavate qualcosa in particolare o volevate semplicemente essere sorpresi?

Cerchiamo sicuramente originalità da parte di gruppi che non nascono per forza all’interno di scuole musicali troppo spesso legate al mondo televisivo. E poi cerchiamo genuinità e professionalità, anche in ambito musicale, e devo dire che abbiamo raccolto del materiale di grandissima qualità.
Inoltre, abbiamo ricevuto moltissime iscrizioni, ben al di sopra delle nostre aspettative, perché abbiamo quasi raddoppiato la cifra dello scorso anno. Questo, naturalmente, porta grosse responsabilità: la nostra giuria deve operare delle scelte e gli artisti che si esibiranno sul palco sono solo la punta dell’iceberg di questo grande humus musicale italiano.
Comunque, è molto bello e piacevole scoprire che ci sono così tanti giovani che amano la musica e che si dedicano alla composizione artistica, con risultati spesso di grande valore.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.