Francesco Renga. Voce, cuore, ecologia

Nuovo modo di usare la voce e attenzione all’ecologia. Il nuovo Renga va incontro a un sostanziale cambiamento con coraggio e determinazione

105
0

Scriverò il tuo nome
di Francesco Renga
(Sony)
Voto 7

Due anni di lavoro ed ecco il risultato. Scriverò il tuo nome segna il nuovo corso discografico di Francesco Renga, curato come il precedente Tempo reale da Michele Iorfida Canova, lo stesso produttore di Jovanotti, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Luca Carboni, Tiziano Ferro.
Renga gli riconosce i meriti dell’accurato lavoro in sala di registrazione a Los Angeles. In effetti ascoltando le tracce dell’album ci si rende subito conto che qualcosa è cambiato nel suo modo di cantare. E questa è la più importante novità. Lui stesso arriva a chiamare questo nuovo corso rivoluzione. “Ho imparato a usare la voce in un altro modo, provando ad asciugarla, per rendere la parola più perentoria, più importante”.
È convinto di aver fatto un buon lavoro Renga, che continua: “Inoltre, su suggerimento di Canova, ho utilizzato anche tonalità basse introducendo in molte occasioni il raddoppio vocale”.
Prima canzone Guardami amore, già singolo, accompagnato da un video suggestivo girato in America, tra le montagne del Grand Canyon con il colore rosso del deserto. Alla fine del video appare la scritta: “È inutile per l’uomo conquistare la luna se poi perde la terra”.
“Ho voluto aggiungere questa frase perché sento molto il problema dell’ecologia” ci tiene a sottolineare. “Pensare di consegnare un pianeta vivibile alle future generazioni deve essere una priorità e il fatto che io abbia due figli mi fa considerare questo discorso ancor più urgente. Nel mio piccolo ho voluto parlarne, magari servirà a sensibilizzare qualcuno sull’argomento”.
A seguire Il bene, morbida ballata scritta con il giovane cantautore Ermal Meta, mentre Scriverò il tuo nome assume un ritmo incalzante, anche se poi è la melodia che prende il sopravvento, generando un impatto sonoro che include ritmo e voce. Una soluzione più spesso in evidenza in questo album, infatti anche nel successivo 13 maggio ancor più si nota il gran lavoro sulla voce, anzi sarebbe corretto usare il plurale perché sembra che a cantare siano più persone. Invece è sempre e solo lui, Renga, che vuole cambiare: “Si, non sono più quello di Angelo, canzone che mi ha dato immensa soddisfazione, ma era un altro periodo, era nata mia figlia Jolanda e sul palco del Festival di Sanremo c’era anche Ambra. Sono passati undici anni e oggi il mio modo di operare è cambiato, il lavoro è diventato d’equipe. Non a caso ho chiamato a collaborare altri artisti”.
Infatti, ben quattro brani sono scritti con Fortunato Zampaglione e per la musica altre collaborazioni, tra cui quella di Tony Maiello e lo stesso Michele Canova. L’argomento principe per tutto l’album è quello dell’amore, costante obbligatoria perché condiziona ogni fase della vita. Se ne parla in Sulla pelle e Così diversa, brani dalla avvolgente melodia, mentre L’amore sa parte subito con ritmo offrendo alla voce un giusto trampolino di lancio per costruire uno dei brani più convincenti, da cantare a perdifiato.
È un album dall’impatto sonoro straripante frutto dell’incontro tra un cantante tradizionale come Renga e un esperto della sonorizzazione come Canova. C’è voluto coraggio, anche perché si correva il rischio di disorientare il pubblico. “Vero” concorda Renga “Ma non potevo riproporre il passato, con questo disco inizia il futuro e sono così convinto del lavoro fatto che non cambierei una virgola”.
Intanto è partita la promozione, con attenzione ai social network, mentre per le esibizioni live si aspetterà il 15 ottobre cominciando dal Forum di Milano.

CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).