Alex Britti porta a Milano la sua “rivoluzione elettrica” (scaletta e foto)

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Foto: Andrea Giovannetti

La scorsa sera al Teatro degli Arcimboldi è andata in scena la tappa milanese dell’In nome dell’amore tour di Alex Britti. Molte le novità di questo live, a partire dalla formazione: un power trio con Alex alla chitarra, Fabrizio Sciannameo al basso e Manuel Moscaritolo alla batteria. Ma la novità più grande è soprattutto nelle sonorità: sulla scia dell’ultimo album che dà il nome al tour (qui la nostra recensione), il cantautore romano abbandona la chitarra acustica per imbracciare quella elettrica, e questo ovviamente obbliga alcune scelte in scaletta e cambia notevolmente gli arrangiamenti dei brani del vecchio repertorio, dando una nuova veste e una rinnovata freschezza a tutto il concerto.
Si parte proprio con il brano che dà il titolo a disco e tour, In nome dell’amore, dove la chitarra di Britti più che essere assoluta protagonista come in passato, fa da contrappunto alle strofe, nello stile delle produzioni pop dell’ultimo Santana. Si prosegue con Gelido, Fino al giorno che respiro e Come chiedi scusa, brano del primo album It.pop. E’ il momento di altri estratti dal nuovo disco, e quindi ecco Un attimo importante, pezzo presentato a Sanremo 2015, Cinque petali di rosa e Perchè?, brano dedicato alla violenza sulle donne.
Tra una canzone e l’altra Alex non concede molte parole (“io non sono bravo a parlare, preferisco far parlare le canzoni”) ma regala lunghe code strumentali o assoli improvvisati come introduzioni, deliziando il pubblico con le sue incredibili doti chitarristiche.
Tra pezzi vecchi e nuovi il live prosegue con Piove, dall’album .23 (a proposito di questo disco, peccato per l’assenza in scaletta di Buona fortuna, brano con un fantastico assolo elettrico finale, che sembrava perfetto per questo concerto), Immaturi, colonna sonora del film omonimo, e altri due pezzi dall’ultimo album, ovvero Ti scrivo una canzone e Tra il Tevere e il blues, strumentale che apre la via per una splendida versione di Milano, accolta con un’ovazione dal pubblico.
Nonostante la concezione elettrica di questo concerto non poteva comunque mancare una parentesi dedicata alla chitarra acustica, protagonista assoluta dei primi 15 anni di carriera di Britti, e quindi ecco qualche brano storico eseguito in versione unplugged: è la volta di Se non ci sei, Le cose che ci uniscono, e di due canzoni che lo stesso Britti definisce “speciali”, ovvero Lo zingaro felice e Una su 1.000.000.
Si torna alla chitarra elettrica con Bene così, preludio di una raffica di hit: 7000 caffè, Solo una volta (o tutta la vita), e Oggi sono ioJazz è un tributo ad un genere da sempre amato dal cantautore romano, che lascia spazio alle improvvisazione e mette in mostra le doti individuali degli altri due membri della band.
Prima di arrivare al gran finale, in uno dei pochi momenti “di chiacchiere” di tutto il concerto  Alex rivendica ancora una volta una delle caratteristiche dei suoi concerti, che noi condividiamo in toto e vi raccontiamo: “Tutti i concerti pop hanno una scaletta con scritte le canzoni da suonare, poi c’è una riga e altre canzoni… i bis. Che quindi non sono propriamente bis, visto che fanno già parte della scaletta. A volte poi c’è un’altra riga e ancora altre due o tre canzoni. Siccome io non sopporto questa pantomima della finta uscita dal palco appositamente per farsi richiamare dal pubblico e suonare altri pezzi che erano comunque previsti, facciamo come se io fossi già uscito e rientrato, e quindi queste sono le ultime canzoni”. Non fa una piega.
Partono le prime note de La vasca e tutto il teatro è in piedi, quindi sulle note di Baciami (e portami a ballare) si vanno a chiudere oltre due ore di ottima musica.
La formazione in trio esalta le doti dei singoli musicisti e quelle chitarristiche di Britti, che oltre a suonare si diverte con l’elettronica a disposizione (dai pedali di loop per chitarra fino alle app per smartphone che creano pattern di batteria su cui improvvisare assoli), deliziando il pubblico con i suoi virtuosismi e dando una nuova veste ai vecchi brani del repertorio, nati con l’acustica, che qui vivono una seconda giovinezza grazie a questa piccola “rivoluzione elettrica”.
Le prossime date del tour saranno a Palermo il 22 aprile, a Catania il 23, a Napoli il 27, a Cesena il 30, a Paola (CZ) il 2 maggio, a Frosinone il 6 e chiusura a Lucca il 19.
Già confermate anche i primi concerti estivi: il 3 luglio a Cervere (CN) e il 30 luglio a Roma.

Qui sotto la scaletta e, più in basso, la photogallery del concerto.
1. In nome dell’amore
2. Gelido
3. Fino al giorno che respiro
4. Come chiedi scusa 
5. Un attimo importante
6. Cinque petali di rosa
7. Perchè?
8. Piove
9. Immaturi
10. Ti scrivo una canzone
11. Tra il Tevere e il blues
12. Milano
13. Se non ci sei
14. Le cose che ci uniscono
15. Lo zingaro felice
16. Una su 1.000.000
17. Bene così
18. 7000 caffè
19. Solo una volta (o tutta la vita)
20. Oggi sono io
21. Jazz
22. La vasca
23. Baciami (e portami a ballare)

Questa la photogallery della serata:

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".