The Voice: prima serata di Knockout

45
0

Di settimana in settimana, la sfida diventa sempre più difficile per i concorrenti di The Voice. Siamo giunti all’ultima fase prima degli agognati Live, i Knockout. La fase del “o dentro o fuori”, senza possibilità di steal o ripescaggi. Un <duello nudo e crudo fra i talenti dei vari team, che a due a due salgono sul palco portando il loro cavallo di battaglia
(o quello che dovrebbe essere tale). Ogni talento sceglie la canzone da cantare, supportato questa volta solo dal proprio coach, senza guest star e consigli esterni per migliorare la propria performance. E bisogna ammettere che le scelte fatte non sono state sempre felici, sia da parte dei ragazzi circa le canzoni scelte, sia da parte dei coach, che a volte hanno
messo a confronto mondi opposti, stili, approcci alla musica lontani anni luce fra loro, tra i quali non è neanche giusto, forse, scegliere.

Rompono il ghiaccio Giorgia Alò e Cristina Di Pietro del team Dolcenera. Giorgia canta Fast
car di Tracy Chapman, mentra Cristina interpreta Maniac di Michael Sembello, supportata dal piano. Entrambe molto brave. Giorgia risente dell’emozione e appare un po’ meno sicura rispetto a Cristina, ma la sua voce le permette comunque di stupire ancora una volta coach e pubblico, vincendo la sfida. Non mancano le frasi ad effetto “scatena-polverone” della coach salentina, che si apre in un lungo monologo a difesa del talento di Giorgia, e
afferma “Dovrai sempre lottare col tuo talento”.

Non mancano nemmeno le polemiche per il team Killa, in un Knockout palesemente sbilanciato fra Charles Kablan e Ivan Giannini. Il primo, etereo, elegante e molto pop che canta Lay me down di Sam Smith, mentre il metallaro Ivan si lancia in una versione molto metal e forse troppo urlata di Gli spari sopra di Vasco. Due mondi agli antipodi, già solo per la scelta dei pezzi. La spunta il raffinato Charles, ma Ivan è visibilmente contrariato circa il verdetto e, dopo le insistenze di Emis, rompe il silenzio affermando “In Italia piace
un po’ il fumo”, lamentando il fatto che si strizza troppo l’occhio al pop estero, senza rischiare su altro. Rivendica un canto “di pancia”, onesto e sincero. Ma siamo sicuri che The Voice fosse il posto giusto per un talento così? E siamo veramente sicuri che in Italia non ci sia posto per questo tipo di musica? E allora, il Vasco appena ascoltato?

A dare qualche risposta in merito ci pensa Samuel Pietrasanta, del team Carrà, che canta (bene) Losing my religion dei Rem, donandole un ottimo arrangiamento. Anche lui un artista di strada, colpisce al cuore e vince contro Alessia Langella, giovane e brava, ma non ancora pronta, che intona L’amore esiste di Francesca Michielin0.

C’è anche il tempo per una proposta di matrimonio in diretta, che vede come cerimoniere Federico Russo. Protagonista è Sara Baccaglini delle Foxy Ladies, che dopo aver vinto cantando il tormentone dell’estate 2015 Roma – Bangkok di Giusy Ferreri e Baby K
(bravissime, ma ammettiamolo, è anche facile far presa sul pubblico con un pezzo così), vede salire sul palco la sua compagna Maura, con tanto di anello, che le chiede di sposarla. Applausi e commozione per un momento tutto arcobaleno in prima serata su Rai Due. Particolarmente deluso è Manuel Aspidi, il loro sfidante, che propone una bella versione di I don’t want to miss a thing degli Aerosmith: “Sto di merda perché ci ho messo l’anima sul palco”, afferma. Ma non è stato abbastanza per la nostra Raffa, che ha visto la disapprovazione dei suoi stessi colleghi sulla sua scelta (fatta, va detto, senza troppa convinzione).

Sempre abbastanza polemici gli I wolf, ripescati da Max Pezzali alle Battle, e ai quali ancora proprio non va giù l’eliminazione della Carrà. Cantano Rock ‘n’roll robot di Roberto Camerini. Sono divertenti e bravi nel loro genere e vincono contro un coraggioso Giuseppe Citarelli, che porta sul palco un pezzo splendido dei Dire Straits, Sultans of swing. Questa scelta può essere adatta per uno show televisivo, ma forse non in vista di un futuro discografico.
Un commento a parte merita Edith Brinca, del team Dolcenera, che sconvolge tutti con un’intensa e commovente Skinny love di Birdy, in cui tutta la sofferenza per il difficile passato di Edith si trasforma in emozione.

Ecco i talenti che accedono ai Live:

#teamdolcenera: Giorgia Alò, Edith Brinca

#teamkilla: Charles Kablan, Giuliana Ferraz

#teamcarrà: Samuel Pietrasanta, Foxy Ladies

#teampezzali: I wolf, Elya Zambonin

 

CONDIVIDI
Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.