Vasco Rossi, Modena e gli anni della gavetta

2353
0

«Nel 2017 festeggerò i 40 anni di carriera con un concerto evento a Modena. A Modena Park».

Sì, proprio così. Vasco nel 2017 (al momento si parla di sabato 1 luglio) si esibirà al Parco Enzo Ferrari di Modena… la città dove tutto ebbe inizio nel 1977. I ragazzi di Modena, infatti, sono stati i primi a credere in lui e sono stati i primi ad aiutarlo a emergere dalla realtà che in pochi conoscevano. Mi vengono in mente Maurizio Solieri, Sergio Silvestri, Gaetano Curreri, Auro Lugli, Leo Persuader o i ragazzi di Punto Radio. Ma anche Maurizio Biancani, proprietario dello studio di registrazione Fonoprint di Bologna, che contattai qualche anno fa per farmi raccontare il suo primo incontro con Vasco. «Un giorno venne Stefano Scandolara e ci chiese di affittare il nostro studio a un ragazzo che doveva registrare il suo primo 45 giri. Quel ragazzo era Vasco e Scandolara il suo produttore di allora».
C’è da precisare che fino a quel momento Vasco si era esibito solamente fra i tavolini del bar Olimpia di Zocca. Chitarra in braccio, allietava gli amici con qualche canzone. Manola Brunini, la ragazza che poi diventò nel 1982 la sua assistente personale, si ricorda benissimo quel periodo: «Io abitavo a Bologna e spesso la domenica andavo a Zocca, dove i miei genitori avevano una casa. Ricordo che in estate lo incontravo spesso nella piazza di fronte al bar Olimpia: io mi sedevo lì ad aspettare le mie amiche, lui intanto arrivava e mi strimpellava le sue canzoni. A differenza dei suoi amici, che appena lo vedevano arrivare con la chitarra scappavano, io restavo ad ascoltarlo».
A volte anche dai microfoni di Punto Radio si sentiva qualche stralcio di suoi pezzi, ma Vasco per timidezza li rinnegava subito, temendo potessero non piacere. Il 15 giugno 1977 è la data del debutto di Vasco sui mercati: esce il 45 giri Jenny/Silvia, stampato per l’etichetta discografica di Paolino Borgatti in sole 2.500 copie. Il disco contiene i brani Jenny e Silvia in versioni differenti rispetto alle versioni uscite successivamente nell’album “…Ma cosa vuoi che sia una canzone”. Il lavoro venne poi presentato a fine giugno nell’aula magna dell’istituto Corni di Modena, davanti a circa 850 spettatori paganti: un numero del tutto inusuale per il Vasco d’allora.

jenny_silviaa

Con l’uscita del 45 giri iniziarono per Vasco anche le prime esibizioni dal vivo, accompagnate dal gruppo Le Cinque Lire, con cui, tra l’altro, aveva già iniziato a collaborare nel 1976. Il gruppo vedeva Gaetano Curreri al piano, Marco Rossi alla batteria, Giovanni Oleandri al basso e Enzo Troiano alla chitarra. I concerti si tenevano per lo più nella riviera romagnola, con qualche apparizione a Modena. Vasco eseguiva cover di Battisti e Renato Zero, più alcuni pezzi che sarebbero usciti l’anno successivo, come E poi mi parli di una vita insieme e Ed il tempo crea eroi.
Quest’ultimo brano, a differenza di come si pensa, non fu scritto interamente da Vasco ma vede lo zampino di un certo Alberto Quarantotto, ex proprietario del famoso capannone di Casalecchio di Reno dove Vasco abitò tra il 1982 e il 1984. Ho conosciuto Alberto qualche anno fa e posso dire di non aver mai conosciuto una persona così buona e disponibile. Ci sentiamo spesso e ogni volta mi sorprende raccontandomi aneddoti su Vasco (…sconosciuti ai più). Uno di questi parla proprio del brano Ed il tempo crea eroi che «era un mio pezzo che suonavamo e facevamo insieme nei nostri pomeriggi da studenti. Ho conosciuto Vasco nel 1969 tramite Moreno Diamanti, un mio compagno di classe alle superiori che con lui e Marco Gherardi condividevano un appartamento a Bologna in via del Terrapieno, dove si erano stabiliti per frequentare gli studi. Per quasi due anni abbiamo trascorso interi pomeriggi a suonare le canzoni di Bob Dylan, Cat Stevens, Simon e Garfunkel, Guccini, Claudio Lolli, ma anche a creare e cantare le nostre. Ricordo Jenny, Quando le onde di questo mare, La nostra relazione, Silvia e Ed il tempo crea eroi».
A confermare quanto detto da Alberto (soprannominato “Otto” da Vasco) è rimasta una registrazione del 1976, in cui si può ascoltare un giovane Vasco che canta il brano a Punto Radio e, una volta terminato, spiega: «L’idea musicale è di un mio amico che si chiama Alberto Quarantotto. Possiamo dire che l’abbiamo fatta insieme. O meglio, lui l’ha fatta e io successivamente l’ho modificata. L’ho un po’ modificata per inquadrarla con le parole». Il testo originale della canzone presenta, quindi, qualche piccola differenza da quello poi inciso nell’album. Recita: Ed i vecchi invecchiano davanti alla tv / Con la pipa ed un Rischiatutto in più. Mentre nel finale con una voce quasi sussurrata cantava: No! Non è successo niente il vostro campo è là / E nessuno ve lo toccherà.
In quel periodo Vasco conobbe anche Auro Lugli che mi racconta: «Nel 1977 la mia attività era quella di stilista di calzature e la sera frequentavo spesso una discoteca di Modena, che tutt’ora si chiama Snoopy’s Dream. Una sera come tante ero appoggiato al bancone del bar e, mentre stavo ordinando il mio drink preferito, un bicchiere di latte freddo, qualcuno di fianco a me esclamò: “Tu sei Auro”. Mi voltai e vidi il disc jockey. Lo conoscevo solo di vista, non ci avevo mai parlato prima. Gli risposi sorridendo: “…e tu sei Vasco”. Iniziammo a parlare e non mancava mai un argomento interessante. Vestiva in modo improponibile e con le ragazze non era tanto fortunato: aveva la tendenza ad innamorarsi di quelle che ti spezzano il cuore. Per il resto aveva un profondo spirito di osservazione e la capacità di far proprio qualsiasi aspetto del prossimo che gli piacesse. Vasco ai tempi non era certo il ragazzo spericolato che poi è diventato: era un tipo anche po’ inibito, che aveva paura a farsi due tiri di canna e con qualche tic nervoso. Però era intonato, ne sapeva di musica, aveva dei begli occhi e scriveva bei testi. Un bravo ragazzo, interessante, razionale, con la straordinaria capacità di coinvolgere chiunque e renderlo partecipe delle proprie iniziative. Pescava qua e là anche le persone apparentemente più insignificanti e affidava a tutti un ruolo, così ognuno poteva sentirsi utile».
A novembre iniziarono le registrazioni del primo disco in studio. A produrlo è sempre la Borgatti, che sborsa circa sei milioni di lire per accaparrarselo. A lavorare sui pezzi, invece, insieme con Vasco, c’erano Gaetano Curreri e Auro. «Vasco nutriva per me una grande stima artistica e personale», mi racconta Auro, «ma ero in conflitto con Gaetano Curreri perché, benché riconoscessi la sua professionalità, ritenevo usasse sonorità insufficientemente incisive. Lui era diplomato al conservatorio, io, invece, un semplice autodidatta, ma dotato di fantasia musicale. Suggerivo a Vasco le soluzioni per gli arrangiamenti prima di entrare in studio, in pineta a Zocca, a casa sua, in piscina o in piazza davanti al bar: lui suonava la chitarra e io con la voce gli spiegavo come mi sarebbe piaciuto che venissero arrangiate. Gaetano, essendo più qualificato di me, gestiva i lavori in studio, mentre io, per non urtare la sua suscettibilità, restavo fuori. Risultato: i brani riuscivano una via di mezzo tra quello che decideva Gaetano e quello che avevo suggerito a Vasco. Jenny è pazza, con quella atmosfera romantica e semi-ipnotica, scossa ogni tanto da qualche guizzo di chitarra, è stato il brano in cui è entrata la maggior parte delle mie indicazioni».
Nell’aprile del 1978, Vasco, anche grazie all’incontro con il musicista inglese Alan Taylor, conobbe Guertel, proprietario di una casa discografica milanese, la SAAR. Quando Curreri e Vasco gli fecero ascoltare il lavoro più o meno finito, Guertel impazzì. Chiamò immediatamente Mario Rapallo e per l’occasione creano, apposta per il disco, l’etichetta Lotus. L’album, dal titolo “...Ma cosa vuoi che sia una canzone”, uscì il 25 maggio. «Il titolo del disco», spiega Curreri, «è senza dubbio provocatorio. Era il periodo dei cantautori un po’ arrabbiati, che salivano sul palco chitarra alla mano e urlavano. Vasco, invece, nei suoi testi era più legato alla quotidianità. La frase del titolo è la sua risposta a questi personaggi impegnati: “Ma cosa vuoi che sia una canzone!”».
Con la chiusura di Punto Radio, che risale al maggio di quell’anno, Vasco decide di giocarsi il tutto e per tutto nella carriera di cantante, fin lì presa anche un po’ per gioco. Per prima cosa assunse Leo Persuader, un ragazzo con cui suonava nelle discoteche, come manager personal. «Decidemmo di puntare sulla sua carriera da cantante», mi racconta Leo, «e iniziai ad andare in cerca di qualcosa che potesse farci uscire allo scoperto. La prima mossa fu quella di bussare agli uffici delle case discografiche, che si trovavano per la maggior parte in Galleria del Corso a Milano. La prima frase che dicevo, appena dopo essermi presentato, era: “Ho in mano il numero uno”. Io ne ero davvero convinto, ma loro, non conoscendo Vasco, mi rispondevano: “Ma cosa cavolo dici”. Ricordo che una volta un discografico, spingendomi via, mi disse: “Ma ti rendi conto che io ho in mano i Ricchi e Poveri!?”».
In quei mesi, Vasco s’impegnò anche come conduttore di un programma televisivo per l’emittente privata di Modena “V.M.T. Telestar”. Ogni venerdì, dalla 21:00 alle 21:45, gli abitanti del modenese potevano assistere al programma “Vasco Rossi con voi”. Nessun telespettatore, però, poteva immaginare chi sarebbe diventato quel ragazzo di ventisei anni.
Nell’ottobre del 1978, sempre con Le Cinque Lire, suonò nuovamente in alcune discoteche emiliane, ma i compensi erano ancora piuttosto bassi: spesso riusciva a malapena a coprire le spese e, in alcuni casi, non veniva nemmeno pagato. Per potersi mantenere, perciò, Vasco doveva ancora dividersi tra l’attività di cantante e quella di disc jockey. Questo aspetto lo rendeva poco attendibile agli occhi di alcuni impresari, che non davano molto credito a “un disc jockey che si improvvisa cantante”. Lo stesso Red Ronnie, in un’intervista, ammise che a quei tempi nemmeno lui avrebbe minimamente scommesso sulla carriera di Vasco.

CONDIVIDI
Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.