Lo chiamavano Jeeg Robot. Un supereroe a Roma

Coatto contaminato scopre i superpoteri e l'amore

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Lo chiamavano Jeeg Robot
di Gabriele Mainetti
con Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli, Stefano Ambrogi, Maurizio Tesei.
Voto 7+

Bene, se ne sono accorti anche ai David: il cinema borghese italiano ha fatto il suo tempo, il pubblico italiano si sente un’altra cosa  rispetto al cinema come il popolo italiano altra cosa rispetto alla politica, si torna ai coatti che fanno very pop. Han premiato da morto Non essere cattivo, han premiato da vivo con Jeeg la variante con supereroi, che da anni bussava alla porta: Mainetti con Guaglianone avevano già provato ad affrontare il manga italico con il corto Basette (Mastandrea come Lupin III) e l’ossessione per  le maschere da wrestler con il corto Tiger Boy. Il meccanismo vincente è stato accoppiare cinema di coatti e superpoteri con citazioni pop basse televisive e un po’ di ultraviolenza da cronaca nera. Non è facile, occhio… Prendete uno che vive di silenzi, pornografia e budini a Tor Bella Monaca (Santamaria), fategli fare un colpo sballato, fatelo finire in un bidone di roba radioattiva nel Tevere, fategli venire i superpoteri cone al Vendicatore Tossico  della Troma, fategli strappare a mano i Bancomat dal muro, fatelo ritrarre come un Banksi de borgata, fategli dare, a lui tamarro quasi autistico, il riconoscimento da una ragazzina fuori di testa (Pastorelli), che lo vede come Hiroshi di Jeeg Robot d’acciaio e gli confeziona anche il caschetto cornuto all’uncinetto perché il suo unico contatto col mondo è un dvd del cartone animato giapponese: quindi mettete  il “buono” contro il “cattivo” (Marinelli) che si veste e canta come Anna Oxa e, quando tocca a lui il bidone tossico, riemerge dal Tevere come un Joker e la butta pure lì per chi non avesse capito: “T’ha morsicato ‘n ragno ‘n pipistrello sei cascato da un altro pianeta?!”. In una sola frase si citano L’uomo ragno, Batman, Superman… A superpoteri superproblemi (ironici come si dice alla Marvel, seri come si dice alla DC)? No. I problemi italiani: il futuro è incerto, la percezione del presente liquida, ci potrebbero far saltare in aria in ogni momento. Ma se ci fan saltare in aria durante Roma-Lazio all’olimpico?! Eh no. Quello no. Il nostro Vendicatore Tozzico ha il suo finale Marvel in cui ci si picchia e si vola e si rompe tutto per salvare la gente. Faranno un film in cui criminalizzeranno il vigilante per i danni collaterali? Ai supereroi Usa succede in questi giorni. Comunque pare facciano il sequel. La parola d’ordine è “rinasce il film di genere in cui eravamo bravi e stimati nel mondo”. Cioè, per riscoprire la classicità, dobbiamo passare dal medioevo per un po’. E vabbé, è già successo, ci tocca.

YouTube / Lucky Red – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori