Springsteen a Brooklyn: purple rain, purple scarves, purple shirts, purple stage…

282
0

Era stato annunciato dai rumours che si rincorrevano per tutta New York nei giorni che hanno preceduto il concerto e puntuale è arrivato il tributo che Bruce Springsteen e la E Street Band al completo hanno rivolto a Prince, al suo genio, alla sua musica. Tutta la E Street Band, Bruce in testa, hanno indossato una sciarpa (Bruce e Jake), una camicia (Garry W. Tallent e Max Weinberg), un foulard (Steven), un cappello (Nils Lofgren), un qualcosa di colore viola per celebrare al meglio uno dei massimi artisti degli ultimi trent’anni. Mai un un artista si è identificato maggiormente in un colore come Roger Nelson con il viola, con quella tinta nata dall’unione del rosso (simbolo dell’amore) e del blu (simbolo di saggezza), quel viola che in naturopatia indica il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero e della magia. Un colore che simboleggia  l’unione degli opposti, la spiritualità e la fascinazione erotica: tutte caratteristiche che Prince ha fatto sue, amplificandole con la sua personalità carismatica, inserendole nel suo logo, nel suo stile, nella sua casa, nella sua vita quotidiana. Quel viola tanto osteggiato nel mondo dello spettacolo perché colore quaresimale e durante la quaresima, nel medioevo, i teatri e gli spettacoli erano sospesi e di conseguenza per gli artisti erano giorni di magra. Un colore che Roger Nelson ha nobilitato, caratterizzato, rilanciato e che oggi tutto il mondo conosce come il colore di Prince. Quel viola che nella tradizione cattolica indica la morte e che invece il Genio di Minneapolis ha trasformato nel colore della gioia di vivere; quello stesso colore che indica la regalità che Prince ha voluto nel suo nome, quello stesso colore che  ha segnato il suo primo successo planetario e che tutti gli artisti del mondo hanno voluto riprendere nel giorno del lutto. Come ha fatto Bruce con la sua E Street Band ieri sera a Brooklyn sul palco del Barclay’s Center, intonando in apertura del suo concerto “Purple Rain” e tingendo di viola tutta l’arena!

YouTube / dvddubbingguy – via Iframely

 

CONDIVIDI
Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.