Jimi Hendrix e l’invasione dei pappagalli a Londra

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Jimi Hendrix

Il legame fra Jimi Hendrix e Londra sembra essere immortale almeno quanto il genio del chitarrista. Dalla scorsa settimana, infatti, la prima residenza del chitarrista, il civico 23 di Brook Street, è diventata finalmente un museo, luogo in cui tutti i suoi avranno modo di ripercorrere la sua vita e la sua carriera.
Ma, in concomitanza con questa bella iniziativa, il quartiere londinese ha visto qualche piccolo problema. Perché? La città è letteralmente invasa da interi stormi di parrocchetti selvatici: deliziosi (quanto fastidiosi) pappagallini colorati. Adorabili, sì, ma alquanto invasivi.
I più fantasiosi e suggestionabili legano la vicenda ad un episodio ben preciso della vita del chitarrista, che negli anni ’60 liberò due esemplari identici di parrocchetto a Carnaby Street.
Ad avallare questa affascinante tesi, il dottor Richard Black della RSPB, ovvero la LIPU britannica: «E’ certamente plausibile che gli uccelli liberati da Jimi Hendrix abbiano contribuito alla creazione della popolazione di parrocchetti londinesi. Il primo successo riproduttivo registrato è stato nel Kent, nel 1969, ed è in linea con la storia che vuole i primi parrocchetti di Hendrix volare nei cieli di Londra tra il 1966 e il 1970. Al momento non sussiste nessuna reale preoccupazione che i parrocchetti abbiano un effetto negativo sugli uccelli inglesi. Hanno abitudini diverse e possono tranquillamente coesistere nel nostro habitat».

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Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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