«Nottetempo, il mio disco più vero». Il ritorno di Antonino Spadaccino

Il cantante pugliese pubblica un nuovo album di inediti a distanza di quattro anni dall'ultimo progetto discografico. Un ritorno derivato da grandi cambiamenti e maggiore consapevolezza di sé. Otto tracce inedite in cui Antonino si racconta.

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Antonino-Spadaccino-nottetempo
© Luisa Carcavale

Antonino Spadaccino ritorna con un nuovo album di inediti a distanza di quattro anni dall’ultimo disco. Conosciuto dal pubblico per aver partecipato e vinto la quarta edizione di Amici di Maria De Filippi, Antonino, inizia il suo percorso musicale nel 2005. Un anno molto diverso rispetto ad oggi, dove i presunti – o reali – talenti che emergevano dai talent non venivano coccolati, costruiti e portati al successo dalle case discografiche. Ma Antonino non ha mai perso di vista il suo obiettivo, continuando a fare musica. Dopo aver cambiato tre etichette discografiche, sembra aver trovato la giusta dimensione, imboccando una strada vincente.
Nasce così Nottetempo, il disco del nuovo inizio, che presenta un Antonino inedito al pubblico. Se prima tutto ruotava intorno alla vocalità unica e particolare, ora subentra la musica a dare una nuova veste al giovane autore. Entrano in gioco R&B, Edm, contaminazioni dubstep, unite al pop elettronico, il tutto lavorato con strumenti analogici e digitali. Con più maturità e consapevolezza di sé, concepisce un disco nel quale firma cinque tracce su otto, che racconta così: «Mi sono concentrato sulla scrittura esponendo in prima persona i pensieri, i dubbi le gioie e i cambiamenti di questi anni». Un progetto coerente con ciò che è oggi il cantante trentatreenne, un nuovo debutto diretto e senza filtri.

Lo incontro dopo lo showcase di presentazione del nuovo disco, disponibile in tutti gli store.

YouTube / Spettakolo! – via Iframely

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.