Noel Gallagher, Londra (settembre 2011)

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Una serie infinita di imprecazioni proveniva dalla hall dello studio di incisione. Più che parolacce sembravano poesie sputate con violenza. L’oggetto della tanta rabbia era l’atteggiamento del tassista che l’aveva portato fin lì, e in special modo il fatto che nel salutarlo gli avesse augurato “buona giornata Liam”.

Ed eccolo entrare in tutto il suo splendore da council estate mancuniana, che odora di fish and chips, lusso da calciatore acculturato e naturalmente rock and roll.

“I’m Noel” mi fa, io gli allungo la mano e il mio assistente fa lo stesso, presentandosi.

“So you are from Manchester” gli fa l’ex Oasis, riconoscendone il forte accento… “are you a blue or a fucking red?” riferendosi alla fede calcistica della città. Il mio assistente molto ingenuamente gli confessa di tifare United, il colore della faccia della rockstar cambia dall’originale bianco pallido inglese, ad un rosso fuoco di un inglese rimasto troppo tempo sotto il sole di una spiaggia andalusa. Mi fulmina con lo sguardo urlandomi: “quindi tu porti un fottutissimo red al cospetto di un Gallagher?!? Come c…o ti viene in mente?!?”.

La sensazione che stesse scherzando è svanita nel momento in cui l’ho visto allontanarsi verso il suo manager (naturalmente imprecando): “da chi c…o mi porti?!? Non c’è più rispetto?!? La prossima volta organizzami un concerto all’Old Trafford dato che ci sei!” Il suo manager cerca di fargli cambiare idea, usando dei modi più adatti ad un pre-adolescente viziato: “dai Noel, porta pazienza, il fotografo non sa bene cosa sia il calcio (amo questo sport come fosse un mio strettissimo parente) “e poi queste foto sono per la cover di Rolling Stone… andiamo, 10 minuti e abbiamo fatto…” 5 minuti e 30 secondi dopo (cronometrati dal mio famigerato assistente) Noel si congeda: “l’ho fatto solo perchè sei italiano e il mio calciatore preferito è un tuo connazionale”,

Io: “chi sarebbe?”

Noel: “Mario Balotelli, chi altro?!? Lui è un genio, penso sia uno dei calciatori più maturi in circolazione”.

Io: ”ma…”.

Noel: “Niente ma, vuoi scommettere 100 pounds che entro 3 anni vincerà il Pallone d’oro? Te lo do a 15” (ne avrei vinte 1500). Peccato non avessi fatto bancomat quella mattina…

Noel Gallagher
Noel Gallagher
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Mattia Zoppellaro
Mattia Zoppellaro è nato a Rovigo nel 1977. Nel 2001 consegue il diploma in fotografia allo IED di Milano. Dopo 2 anni presso il dipartimento di fotografia di Fabrica, nel 2003 si trasferisce in Inghilterra, dove collabora con varie riviste musicali ed etichette discografiche. Realizza inoltre diversi reportage sociali (Gypsies irlandesi, Homeless di Hackney, Prigioni di massima sicurezza del Nord-Est), di costume (Cerimonie religiose nel meridione, Fiera del sesso) e sui movimenti giovanili (Rave parties europei, Punk messicani, Scena hip hop di Dakar). Attualmente vive tra Milano e Londra. Ha pubblicato su Rolling Stone, Sunday Times Magazine, El Pais Semanal, Financial Times Weekend, D e Velvet di Repubblica, Max, Mojo, NME, L’Espresso, Io Donna, Vanity Fair, GQ, Les Inrockuptibles, Colors.