Zona d’ombra. Un colpo di testa

La storia del medico che scoprì che prendere botte al cranio fa male. Allo sport...

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Zona d’ombra – Una scomoda verità
di Peter Landesman
con Will Smith, Alec Baldwin, Gugu Mbatha Raw, Arliss Howard, Paul Reiser.
Voto 6

Il titolo originale, Concussion, si riferisce ai colpi che prende il cervello umano in certi sport duri rimbalzando nella scatola cranica. In due parole se non sei un picchio (che avvolge parte della sua lingua attorno al cervello) o un muflone (che ha un ammortizzatore naturale nella scatola cranica) e usi la testa per dare (e prendere) colpi, il tuo cervello prima o poi si danneggia. Sembra ovvio. Ma quando in anni non lontani (2002) il neuropatologo  dottor Omalu dopo aver esaminato alcuni giocatori di football americano suicidatisi dopo strazianti malattie, giunse alla conclusione che il loro cervello in risposta ai colpi presi nelle partite secerneva proteine che lo avvelenavano (il che spiegava la CTE, Encefalopatia Cronica da Trauma), la lega (NFL) gli rese la vita impossibile accusandolo di voler uccidere lo sport in America e tutto l’indotto economico . I tifosi tout court lo accusarono di volere trasformare virili partite in cose da femminucce. Erano altri tempi e il dottor Omalu era africano in America e poco gradito perché il suo metodo di far “parlare” i cadaveri (attraverso gli indizi dell’autopsia) suonava strano. Ma anche le reazioni al film di Peter Landesman e a Will Smith che ha accettato di fare Omalu -oggi- suonano simili: vanno dalle recensioni in cui si fanno notare errori medici di forma (nonostante le botte restino tremende) alle reazioni viscerali tipo “vogliono trasformare il nostro sport in una molliccia cosa europea come il calcio”. Il dibattito è ancora aperto e il film sembra risentirne, quasi irrisolto. Will Smith ha una carriera biforcuta: alterna commedie e blockbuster a strani film doloranti: qui ancora una volta (dopo La ricerca della felicità e Sette anime) incarna un personaggio che deve risalire la china sociale dopo essere stato ostracizzato.

YouTube / SonyPicturesIT – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori