Franco Gatti, il “baffo” dei Ricchi e Poveri, lascia il gruppo

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Più di 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo (secondo gruppo italiano dietro i Pooh), brani che hanno fatto la storia della musica italiana, come Sarà perchè ti amo, Mamma Maria, Che sarà, Se m’innamoro, oltre cinquant’anni di carriera di cui almeno venti vissuti da protagonisti. Stiamo parlando ovviamente dei Ricchi e Poveri, fino a ieri un trio formato da Angela Brambati, la mitica “brunetta”, Angelo Sotgiu, il “biondino”, e Franco Gatti, il “baffo”.
Proprio Gatti oggi ha deciso di lasciare il gruppo, con queste parole: “Dopo tanti anni di splendido lavoro insieme ho deciso di dedicarmi di più alla mia famiglia, una semplice scelta di vita. Auguro ai miei meravigliosi compagni ancora tanti anni di successi”.
Ma i suoi ormai ex compagni di avventura decidono di andare comunque avanti come duo: “Continuiamo a percorrere la strada nella musica senza Franco che, in totale armonia con il resto del gruppo, ha deciso di fermarsi. Lo ringraziamo per la professionalità e l’amicizia dimostrata in quasi cinquant’anni di vita artistica insieme. Noi restiamo sul palco perché questa è la nostra vita”.
La vita di Gatti era stata sconvolta già nel 2013 quando, alla vigilia del Festival di Sanremo dove il gruppo avrebbe dovuto ritirare il premio alla carriera, viene informato che il figlio Alessio, 23 anni, si è tolto la vita.
La carriera del trio è comunque andata avanti, tra album, concerti in Italia e all’estero e apparizioni tv. E proprio sabato sera a I migliori anni, su RaiUno, ci sarà la prima esibizione dei Ricchi e poveri nella nuova formazione in duo.
La storia della nascita del gruppo ha un che di romanzesco e passa per due leggende della musica italiana, ovvero Fabrizio de Andrè e Franco Califano: il cantautore genovese fu il primo a credere in loro (all’inizio un quartetto, con la presenza di Marina Occhiena) e organizzò loro un’audizione presso una casa discografica di Milano, che però non ebbe i risultati sperati. De Andrè infuriato esclamò “Questi di musica non capiscono nulla, ma voi avrete comunque successo!”.
E il successo arriva quando nel 1967 tentano un’altra audizione presso una differente casa discografica il cui direttore artistico era Franco Califano, che rimane entusiasta della performance del gruppo, tanto da decidere di diventare il loro produttore e creare per loro un nuovo look. Ma non finisce qui: si deve proprio al cantautore romano il nome del gruppo, dopo che guardandoli esclamò: “Siete ricchi di idee e poveri di soldi”.
Il resto è storia: l’esordio al Cantagiro del 1968 con L’ultimo amore, il secondo posto a Sanremo nel 1970 in coppia con Nicola di Bari eseguendo La prima cosa bella, un altro secondo posto l’anno successivo insieme a Josè Feliciano con Che sarà, l’abbandono di Marina Occhiena nell’81 e il successo in trio grazie a Sarà perchè ti amo (oltre 7 milioni di copie vendute), la vittoria nel Festival del 1985 con Se m’innamoro sono solo alcuni dei grandi successi di cinquant’anni di carriera di un gruppo che occupa di diritto un posto di rilievo nella storia della musica italiana.

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".