Da Liga a Elisa a Pezzali: tutti insieme per Gianluca Grignani

Grignani 2.0 è pronto a ripartire con il sorriso e tanti amici con cui condividere i successi di vent’anni di carriera.

2993
0

Sono passati vent’anni dagli inizi e Gianluca Grignani li festeggia pubblicando Una strada in mezzo al cielo, album che raccoglie gran parte dei suoi successi oltre all’omonimo inedito, che chiude la raccolta. Al primo ascolto risaltano le collaborazioni prestigiose che intervengono nei vari brani, da Ligabue in La fabbrica di plastica a Carmen Consoli in L’allucinazione e poi Elisa (Destinazione paradiso), Zampaglione (Galassia di melassa), Luca Carboni (Falco a metà), Max Pezzali (Primo treno per marte) e Annalisa (La mia storia tra le dita).
«Ci ho lavorato un anno per tracciare quello che oggi è Grignani 2.0. Quando mi dicono di guardare mie immagini del passato, di quando avevo poco più di vent’anni, riconosco quello che facevo, ma oggi sono sempre io, con tante altre esperienze sulle spalle e mi piacerebbe che la gente riconoscesse l’autenticità di quello che propongo. Non voglio essere presuntuoso, ma non mi trovo d’accordo con chi mi paragona ad altri colleghi che mi hanno preceduto».
Un percorso non sempre facile il suo, e durante la conferenza stampa è lo stesso artista che entra nei dettagli di alcuni fatti che lo hanno visto tristemente coinvolto, come quella volta che la stampa diede notizia di un suo svenimento sul palco durante un concerto nel 2009 a Viggianello di Potenza. «Quella sera, per un equivoco io e la mia band siamo stati aggrediti da alcune persone, poi sono arrivato molto provato sul palco e il mio non è stato uno svenimento quanto un rannicchiarsi in me stesso, perché non me la sentivo più di continuare il concerto».
Altro avvenimento negativo è certamente quello avvenuto a Riccione nel 2014 quando venne arrestato «Non voglio entrare nei dettagli di quella vicenda, però da quel è nato l’inedito dell’album dove canto “sì io senza te lo sanno tutti che sono una strada in mezzo al cielo che non sa dove va… non lasciarmi solo”. Lo dico a mia moglie che quel giorno a Riccione l’ho vista per la prima volta smarrita. Poi, per un giorno ha portato i bambini con sé, ma io non so stare senza la mia famiglia e lo sanno tutti».
Disarmante la sincerità di questo ormai non più ragazzo, che a 44 anni propone canzoni per il popolo, così come si è espresso sul palco del Concertone del 1 maggio a Roma: «Continuano a chiedermi se sono di destra o di sinistra. Ma io non sono né di destra né di sinistra, sono dalla parte del popolo. Lo ero, lo sono e lo sarò. E scrivo per voi. Non sempre mi è andata bene ma, insomma, ‘sti cazzi’».
È il Grignani che si appresta ad affrontare un’estate con piccoli concerti sporadici, solo con la chitarra, come ha fatto al primo maggio a Roma, mentre ha già annunciato due date a dicembre, l’1 a Milano (Alcatraz) e il 3 a Roma (Atlantico), con la band e sicuramente alcuni ospiti che hanno cantato con lui nel disco.
Qualche domanda maliziosa sul significato di un album così e delle mancate presenze, chi? «Qualche assenza c’è, per esempio Biagio Antonacci, ma siamo amici e avremo tempo di rimediare, ma questo è un album che ho fortemente voluto, anche se ho già molto materiale nuovo e so già come comincerà il mio prossimo di inediti».
Tornando agli ospiti coinvolti si nota una varietà generazionale, come si è arrivati alla loro individuazione? «Ho scelto prima le canzoni da riarrangiare, poi ho chiamato alcuni amici, tra questi Carmen Consoli. Con lei sento di poter condividere la canzone in maniera sensuale, mentre con Elisa è stato diverso. Lei è senza dubbio una delle migliori cantanti donna, con più tecnica, mentre con Max Pezzali ho scelto un brano da cantautore, apparentemente non sulle sue corde e invece credo che lui sia capace anche di esprimere una certa intimità. Da Ligabue e dal suo manager Claudio Maioli ho ricevuto molti consigli utili che metterò in pratica per la gestione della mia attività. Infatti, da questo lavoro ho voluto cambiare lo staff e adesso sono impegnato in prima persona nel lavoro organizzativo. Diversamente non avrei potuto dire quello che ho detto al Concerto del 1 maggio. Altra presenza importante è quella di Luca Carboni, io stesso cantavo le sue canzoni e l’ho sempre sentito molto vicino al mio mondo musicale. Credo che l’interpretazione a due di Falco a metà sia venuta molto bene».
In vena di confidenze, Grignani rivela che sta imparando a relazionarsi con il pubblico vincendo una certa timidezza. «Me lo ha consigliato un cameriere, tu devi sorridere a una persona se gli vuoi bene, mi ha detto. Adesso lo faccio più spesso, anche con i miei figli, ne ho quattro e con l’arrivo dell’ultimo non è stato sempre facile conciliare il lavoro con la loro presenza. Ci sto riuscendo? In ogni caso ce la metto tutta».

DIGIPACK newok.indd
DIGIPACK newok.indd
CONDIVIDI
Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).