Massimiliano Bucci: “Vi presento la nuova edizione di Rock in Roma”

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Prenderà il via il prossimo 7 giugno, con il concerto dei Duran Duran, la nuova edizione di Postepay Rock in Roma: due mesi di musica per un totale (…al momento) di 38 concerti. Abbiamo intervistato Massimiliano Bucci, ideatore e organizzatore di Postepay Rock in Roma insieme a Sergio Giuliani, e ci siamo fatti presentare in anteprima la nuova edizione del festival.
Ci saranno novità a livello organizzativo dell’area live che sarà allestita all’Ippodromo delle Capannelle?
Ogni anno il Postepay Rock in Roma è caratterizzato da diverse novità e iniziative. Quest’anno ci saranno delle aggiunte e novità all’interno dell’area tradizionale (dove si svolgeranno i concerti degli Iron MaidenDuran Duran), mentre la novità assoluta è che, da quest’anno, si svolgerà #TheItalianWay – iniziativa sperimentale e indipendente all’interno del Festival con un palco dedicato in un’area diversa – in cui si darà spazio alle realtà italiane, quelle che a noi sono sempre mancate. Il Postepay Rock in Roma nasce nei primi anni con molti artisti italiani ma nelle ultime edizione c’è stata invece carenza di nomi che potessero fare i numeri adeguati, è stato creato quindi un palco diverso – come succede nei grandi festival internazionali – più adeguato per alcune iniziative, con un’estrema attenzione ai dettagli. Un’assoluta novità mai vista prima a Roma con capienza da 3/4 mila persone, in cui si esibiranno tutti gli artisti di #TheItalianWay ed alcuni artisti internazionali come Suede, Stereophonics, Primal Scream e altri.

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Per tre giorni il festival si trasferirà al Circo Massimo: il 2 e 3 luglio suonerà David Gilmour e il 16 luglio Bruce Springsteen. Quanto lavoro c’è dietro eventi di questo genere?
Questa tipologia di evento al Circo Massimo è stata prodotta, organizzata ed ideata per la prima volta da Rock in Roma nel 2014, con i The Rolling Stones. Dietro a questa idea di concerto c’è stato un lavoro immenso dal momento che l’area, in precedenza, non era mai stata utilizzata per effettuare grandi concerti a pagamento. Inoltre gli artisti internazionali, quando sentono parlare di Circo Massimo, lo vedono probabilmente come un sogno. Confermo che dietro questi eventi c’è molto lavoro e tanta responsabilità e altrettanti sogni. Con uno spazio di questa capienza, all’interno di un festival di livello già internazionale, immaginare una 2/3 giorni lì sarebbe una cosa fantastica.

Con quale criterio viene elaborata la line up?
La line up del Postepay Rock in Roma viene elaborata con un criterio che è personalissimo di chi segue la direzione artistica, ovvero io ed il mio socio e co-produttore del festival, Sergio Giuliani. Bisogna ovviamente tenere conto di diversi fattori: offerte economiche, disponibilità degli artisti in tour, e se ci sono artisti in tour che vorresti nel tuo festival. La matrice è sempre quella del rock, non mancano poi artisti metal ma spaziamo anche dal pop a generi più commerciali. Cerchiamo di racchiudere quindi tutti gli artisti dai generi e sottogeneri che desideriamo. In sostanza, la line up è composta da coloro che sono headliner dei maggiori festival europei e non.

#TheItalianWay è un modo per valorizzare ancora di più la musica del nostro paese?
Sì, è una valorizzazione ed una provocazione. Suonano sullo stesso palco un grande nome italiano e un grandissimo nome internazionale. Bisogna investire sulle nuove generazioni.

Il Sonisphere sarà un vero e proprio “festival nel festival” che vedrà l’esibizione di più gruppo nella giornata di domenica 24 luglio. Perché in Italia non si riesce ad organizzare un festival come quelli che vengono organizzati nel resto d’Europa, ossia di più giorni e con un centinaio di artisti nella line up?
Perché non c’è la cultura, tutti gli eccellenti tentativi fatti come l’Heineken Jammin’ Festival o il Gods of Metal, hanno avuto col tempo diversi problemi. Il Sonisphere, quindi un one day, ha dei costi molto alti perché ovviamente bisogna mettere una line up adeguata in aggiunta all’headliner. Farlo per più giorni e su più palchi è un investimento economico troppo importante dove alcuni costi non vengono coperti neanche dagli sponsor che non hanno più a disposizione i budget che hanno invece nei festival europei.

Come sarà gestito quest’anno il post concerto?
Come è stato gestita la data di chiusura dello scorso anno, quella dei Linkin Park.

La line up sarà arricchita da altri nomi?
Forse ancora un nome, un gruppo che è venuto in Italia tanti anni fa.

I Pearl Jam a Postepay Rock in Roma 2016 era solamente una fantasia dei fan o c’era veramente qualcosa di concreto sotto?
No, non era una fantasia. Purtroppo il tour non toccherà l’Europa.

Quante persone porta il festival ogni anno nella capitale?
Ogni anno il Postepay Rock in Roma, tra Ippodormo delle Capannelle e Spin Off al Circo Massimo, porta circa 250 mila persone. L’80% delle presenze arriva da fuori Roma, di questa percentuale il 30% sono stranieri.

Un festival musicale è il frutto di mesi e mesi di trattative. Qual è stata la trattativa più impegnativa in questi 8 anni di festival?
Quella per i The Rolling Stones.

In questi 8 anni di Rock in Roma avete ospitato centinaia di artisti. Quale vi rende più orgogliosi?
Bruce Springsteen, The Rolling StonesRadiohead.

Per conoscere la line up completa visitare il sito ufficiale del festival: www.rockinroma.com .

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.