La storia della battaglia contro TicketOne

3186
0

Non appena arriva la notizia di un grande evento di un artista che ami le emozioni che si provano sono sostanzialmente due: la prima è quella di una gioia infinita, che dura però pochi secondi, perché poi realizzi subito una seconda cosa: dovrai comprare i biglietti su TicketOne. Ed inizia a salire l’ansia.

La storia con TicketOne è una storia che a volte ha un lieto fine, ma tante altre lascia dietro di se sgomento e delusioni. E’ la storia di una guerra, la storia di Davide contro Golia, del piccolo utente contro le forze oscure di un server misterioso.

TicketOne è un mondo a parte, un non-luogo. Il posto in cui Einstein avrebbe potuto spiegare perfettamente la teoria della relatività: quel luogo in cui i minuti precedenti l’uscita dei biglietti sembrano durare ore e poi, in pochi secondi, sparisce tutto. Il tempo di un refresh.

In tanti anni ne ho viste e sentite di tutti i colori: gente che pur comprando i biglietti di un teatro giorni dopo la loro uscita riusciva ad ottenere la “Fila 1 Posto 1”, parterre che in prelazione sembravano esauriti ma che miracolosamente apparivano giorni dopo, biglietti che compaiono dopo mesi e che poi scompaiono nel giro di qualche minuto.

TicketOne è una forza oscura, è la matrigna di Biancaneve, il Darth Vader degli appassionati di concerti. Colui che, attraverso oscuri algoritmi, ha il potere di decidere se tu potrai o non potrai acquistare i biglietti per un evento. Ed esattamente come per tutti i cattivi delle fiabe, la sua presenza è imprescindibile ai fini della storia, anche perchè, alla fine dei conti, l’attesa spasmodica di un concerto inizia proprio nel momento in cui, dopo tanta ansia, sconfiggi il mostro oscuro e ti appare la schermata che conferma l’acquisto.

Alla fine dei conti mi ritengo fortunato: spesso sono riuscito ad acquistare biglietti che sembravano impossibili da trovare, uno su tutti i Foo Fighters a Cesena, nonostante talvolta sia rimasto anche a bocca asciutta, la mia bestia nera, ad esempio, è il prato a San Siro di Bruce Springsteen.

La bellezza di questa caccia però riesce a darti una forte adrenalina, si tratta di una sfida contro migliaia di persone che hanno il tuo stesso desiderio, anche se bisogna riconoscere che quel che spesso conta non è la velocità od il guizzo, ma semplicemente la fortuna.

Sperando sempre nel lieto fine.

CONDIVIDI

Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.