La storia della battaglia contro TicketOne

3125
0

Non appena arriva la notizia di un grande evento di un artista che ami le emozioni che si provano sono sostanzialmente due: la prima è quella di una gioia infinita, che dura però pochi secondi, perché poi realizzi subito una seconda cosa: dovrai comprare i biglietti su TicketOne. Ed inizia a salire l’ansia.

La storia con TicketOne è una storia che a volte ha un lieto fine, ma tante altre lascia dietro di se sgomento e delusioni. E’ la storia di una guerra, la storia di Davide contro Golia, del piccolo utente contro le forze oscure di un server misterioso.

TicketOne è un mondo a parte, un non-luogo. Il posto in cui Einstein avrebbe potuto spiegare perfettamente la teoria della relatività: quel luogo in cui i minuti precedenti l’uscita dei biglietti sembrano durare ore e poi, in pochi secondi, sparisce tutto. Il tempo di un refresh.

In tanti anni ne ho viste e sentite di tutti i colori: gente che pur comprando i biglietti di un teatro giorni dopo la loro uscita riusciva ad ottenere la “Fila 1 Posto 1”, parterre che in prelazione sembravano esauriti ma che miracolosamente apparivano giorni dopo, biglietti che compaiono dopo mesi e che poi scompaiono nel giro di qualche minuto.

TicketOne è una forza oscura, è la matrigna di Biancaneve, il Darth Vader degli appassionati di concerti. Colui che, attraverso oscuri algoritmi, ha il potere di decidere se tu potrai o non potrai acquistare i biglietti per un evento. Ed esattamente come per tutti i cattivi delle fiabe, la sua presenza è imprescindibile ai fini della storia, anche perchè, alla fine dei conti, l’attesa spasmodica di un concerto inizia proprio nel momento in cui, dopo tanta ansia, sconfiggi il mostro oscuro e ti appare la schermata che conferma l’acquisto.

Alla fine dei conti mi ritengo fortunato: spesso sono riuscito ad acquistare biglietti che sembravano impossibili da trovare, uno su tutti i Foo Fighters a Cesena, nonostante talvolta sia rimasto anche a bocca asciutta, la mia bestia nera, ad esempio, è il prato a San Siro di Bruce Springsteen.

La bellezza di questa caccia però riesce a darti una forte adrenalina, si tratta di una sfida contro migliaia di persone che hanno il tuo stesso desiderio, anche se bisogna riconoscere che quel che spesso conta non è la velocità od il guizzo, ma semplicemente la fortuna.

Sperando sempre nel lieto fine.

CONDIVIDI
Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.