La prima volta ad un Silent Concert

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Ieri sera, per la prima volta, ho partecipato ad un Silent Concert. Il Silent Concert non è altro che l’evoluzione della Silent Disco, un tipo di evento musicale durante il quale i partecipanti ballano in maniera individuale ascoltando la musica attraverso cuffie o auricolari. Come dice il nome stesso, il Silent Concert prevede, a differenza della Silent Disco, una performance dal vivo di un gruppo o di un’artista, senza alcuna amplificazione.

Federico Poggipollini ha riportato nella sua Bologna, a distanza di oltre un mese dal concerto al Covo Club, il suo Nero Tour, questa volta sotto forma di concerto in cuffia. A Le Radici del Salento, in una location per pochi intimi, con una cinquantina di persone presenti, ha sperimentato, con molta curiosità, questa tecnologia ancora agli albori qui in Italia.

Posso dire che si tratta di una fruizione di un concerto completamente diversa rispetto agli standard abituali. La prima impressione che si ha è quella di trovarsi davanti ad un artista completamente nudo, perché l’ascolto è talmente chiaro e preciso che non può mascherare errori ed incertezze. E questo valorizza sicuramente il cantante che hai davanti perché mette in gioco tutto se stesso in una veste molto più intima. L’ascolto era poi così nitido e pulito che ho avuto più volte la sensazione di trovarmi in uno studio di registrazione con una band intenta ad incidere un disco e non in un locale, con una birra in mano a godermi un concerto dopo una giornata di lavoro.

Esiste però il rovescio della medaglia ed è che sparisce totalmente l’interazione tra le persone. L’ascolto e la fruizione tramite cuffia tende ad isolare i partecipanti, anche perché per poter scambiare il più semplice dei commenti, a meno che tu non voglia urlare in mezzo alla sala, sei obbligato a toglierti la cuffia ed a perdere parte dell’ascolto.

Si tratta di una maniera completamente diversa sia di fare che di fruire la musica, che merita di essere presa in considerazione perché porta, senza ombra di dubbio, molti privilegi, uno su tutti un ascolto più chiaro e preciso, ma forse più adatta ad una discoteca che ad un concerto.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.