Il traditore tipo. Tipo cosa?

Ma davvero i mafiosi russi contattano 007 inglesi attraverso professori in vacanza?

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Il traditore tipo
di Susanna White
con Ewan McGregor, Damian Lewis, Stellan Skarsgård, Naomie Harris, Jeremy Northam.
Voto 6

Un professore di Oxford in vacanza in Marocco con la moglie avvocato (tra i due si sfiora il disastro) viene avvicinato da un mafioso russo cafonissimo e tatuato che fa l’amicone al night: il mafioso vorrebbe incontrare i servizi segreti inglesi per avere l’immunità (è in atto un ricambio sanguinoso nelle mafie russe) in cambio di rivelazioni su come le banche d’affari londinesi, con l’aiuto di esponenti del Parlamento inglese, portino somme astronomiche di denaro sporco a ripulire in Inghilterra. Il nostro professore si rivolge ai servizi segreti e incappa in una sezione in disgrazia nel Circus, per cui non è mai chiaro se l’agente di collegamento ha veri poteri o sta infilando tutti in un vicolo cieco per vendicarsi di un superiore. Ovviamente la mafia russa spinge ai più alti livelli del governo inglese (corrotto) e i nostri scalcinati eroi si ritrovano assediati dai mafiosi russi e traditi. Il tema è forte, Le Carré si era valso di una consulenza importante sulle nuove modalità di infiltrazione della mafia degli oligarchi, ma il film ha da una parte il consueto mood dimesso e poco effettato tipico dell’universo di Le Carré e dall’altra non riesce ad andare oltre l’abbozzo di personaggi che partono appena delineati per luoghi comuni (l’idealismo del professore, la sanguigna cafonaggine del ragioniere tutto mafia e famiglia) e poi fanno cose che non sembrano capaci di fare. Per cui il tutto dà la strana sensazione che avrebbe potuto essere più forte ma sia stato raffreddato troppo. Le Carré si concede la consueta comparsata.

YouTube / Pressview – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori