25 anni di “Urlando contro il cielo”. Storia di un successo live

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Foto: Riccardo Medana

I concerti che Ligabue terrà il 24 e il 25 settembre al Parco di Monza si preannunciano come due degli eventi live più attesi dell’estate. Una grande festa dedicata a Urlando contro il cielo, una delle sue canzoni più amate, che proprio quest’anno compie 25 anni di (onorata) carriera, essendo stata pubblicata il 20 settembre del ’91 all’interno dell’album Lambrusco coltelli rose & pop corn. E unico pezzo, tra l’altro, sempre presente in scaletta dal giorno della sua pubblicazione.

Tutto rosa e fiori? Non proprio. Il percorso di Urlando contro in cielo in realtà è stato piuttosto tormentato, dato che il pezzo era nato ben 4 anni prima della sua incisione. Racconta Claudio Maioli, storico manager di Ligabue: «Era il 1987 e stavamo passando un periodo di vacanza in Corsica con le fidanzate dell’epoca. Luciano portava sempre con sé una chitarra. Un pomeriggio disse che voleva farmi sentire una canzone e improvvisamente attaccò con Urlando contro il cielo. Ne rimasi folgorato. Non ricordo bene perché la canzone non entrò nel primo disco e non so dire, ancora oggi, perché in radio non abbia mai avuto la fortuna di altri pezzi. La verità è che le canzoni pensiamo di sceglierle noi, ma son loro che si fanno scegliere: ti entrano bastardamente dietro la schiena e si fanno cantare mentre sei sotto la doccia» (da Ligabue – Deluxe Edition Remastered, Corriere della sera).

La canzone racconta un episodio autobiografico realmente accaduto: le “urla contro il cielo” sono quelle di Luciano, fermatosi un giorno con la macchina in un campo in mezzo al nulla.
Urla che gli hanno sicuramente portato fortuna, dato che a oggi si tratta ancora di uno dei pezzi-manifesto del Liga, insensibile all’incedere degli anni e amato tanto dagli “aficionados”, quanto dai fan dell’ultim’ora.

Il brano è stato registrato con i Clan Destino, band che ha accompagnato Ligabue dal ’90 al ’96 e che vedeva la presenza di Max Cottafavi alla chitarra, Giovanni Marani alle tastiere e al piano, Gigi Cavalli Cocchi alla batteria e Luciano Ghezzi al basso.
Un pezzo che trova la sua perfetta dimensione nel live: aspetto che il Liga e “Maio” hanno intuito molto presto, dato che il videoclip della canzone, diretto da Mario Zanot, è un susseguirsi di immagini live inedite, accompagnate dall’audio registrato dal vivo durante il Neverending Tour del ’91 e inserito poi in A che ora è la fine del mondo?, del 1994. Esperimento riuscito, per Luciano, che prima di allora non aveva mai pubblicato un pezzo live.

E proprio a questo proposito ricorda Luciano Ghezzi, allora bassista di Luciano: «E’ uno di quei pezzi che ha acquistato forza e personalità dal vivo. E per uno che viene dal rock non sai che soddisfazione possa essere. Perché puoi pompare un pezzo in radio fino a farlo diventare bello, ma quando è il live a renderlo un classico, vuol dire che è un macigno, che rotola da solo… Verso la fine della serata sentivamo nell’aria che la gente se lo aspettava e quando partiva la magica parte di pianoforte di Marani provavamo una gran soddisfazione: avevamo appagato quell’attesa» (da Ligabue – Deluxe Edition Remastered, Corriere della sera).

Attesa che verrà appagata di nuovo, a distanza di 25 anni, il 24 e il 25 settembre, nello splendido parco della Villa Reale di Monza, quando, come per il ripetersi di un rito solenne, migliaia di mani e di voci si leveranno insieme ancora una volta per “urlare contro il cielo”.

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Laura Berlinghieri
Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.