Where To Invade Next. La ricetta di Moore

Mickey Moore indaga sul meglio che l'Europa può dare agli Usa. Diciamo così.

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Where To Invade Next
di Michael Moore
Voto 6 (alla geometria)

in sala il 9, il 10 e l’11

Michael Moore dà un consiglio al Pentagono (che spende tantissimo e non ottiene niente da almeno 5 guerre): vado io -da solo- e invado paesi da cui portar via il segreto per vivere meglio. Detto fatto Moore invade l’Italia e ne prende la tendenza a fare 8 settimane di ferie pagate l’anno (?!), la Francia che in una mensa scolastica è superiore a tutta la cucina americana, la Slovenia che ha l’università gratuita, la Norvegia che ha carceri con guardie disarmate e rieduca alla grande, il Portogallo dove le droghe leggere sono state liberalizzate, la Tunisia dove le cure ginecologiche sono gratuite, la Germania dove fanno le matite per 36 ore alla settimana pagati per 40, la Finlandia che ha un sistema scolatico snello ed efficiente e l’Islanda che ha superato la bancarotta eleggendo donne. Forse dimentichiamo qualcuno e siamo imprecisi su alcune legislazioni, ma quello che in realtà serve a Moore è chiedersi: come mai negli Usa no e qui sì? E poi scoprire che tutte queste belle cose vengono dalla Dichiarazione d’Indipendenza americana, e poi sono state dimenticate. Insomma, l’ennesimo film su come si è perso per strada il diritto alla felicità. Il che ci aiuta a spiegare il Michael Moore dei film precedenti che qualcuno, anche a Cannes, aveva preso per un fiammeggiante antiamericano mentre è un critico interno molto a stelle e strisce, e soprattutto ha un modo di piegare le spiegazioni parziali molto poco oggettivo: da italiano, visto quel che ricava dall’Italia, adesso dubito di ogni cosa che mi dice delle altre nazioni, anche se distorce  i dati in una chiave ironica e (abbastanza) gradevole. Dal che sarei tentato di dire che il suo cinema è fatto di documentari di fiction, anzi, un po’ fantasy…

YouTube / Mondospettacolo.com – via Iframely

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori