I Mumford and Sons contro il Secondary Ticketing

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I Mumford and Sons, seguendo l’esempio dei Radiohead e di Adele, hanno deciso, attraverso un comunicato sul sito ufficiale, di schierarsi apertamente contro il Secondary Ticketing, promuovendo una petizione affinché il governo britannico inasprisca le norme contro i bagarini e gli speculatori.

Lanciando l’hashtag #toutsout hanno scritto:
“Se salire sul palco è una delle cose più belle che ti possono capitare quando sei un musicista, vedere il tuo pubblico derubato è sicuramente la peggiore.
Come Mumford and Sons facciamo il possibile per assicurarci che i veri fan abbiano la migliore opportunità di partecipare ai nostri concerti, al giusto prezzo, ma spesso siamo disarmati quando ci troviamo faccia a faccia con il bagarinaggio su scala industriale.
Attualmente la legge rende semplice a questi operatori nascosti fare incetta di biglietti e guadagnare a vostre spese. Per questo motivo ci siamo uniti ad altri interpreti delle comunità musicali e creative per supportare questa petizione, che chiede ai politici di dare una stretta alle norme che regolano il diritto dei consumatori”.

Questo emendamento è già stato discusso un anno fa e rigettato ma, secondo il Guardian, un portavoce della Camera dei Lord avrebbe fatto sapere che potrebbe essere ridiscusso entro la fine di questo mese.

E in Italia? Abbiamo recentemente affrontato la questione con una video intervista a Claudio Trotta, la persona che maggiormente si è esposta in questa battaglia e che più volte ha lamentato la totale assenza di interesse dell’argomento da parte dei maggiori artisti italiani. Infatti, se può far clamore il rumore scatenato dalla forte presa di posizione degli artisti britannici, fa altrettanto eco il totale silenzio dei musicisti nostrani perché, tolte alcune eccezioni, come ad esempio Ligabue che per il suo tour teatrale del 2011 provò ad inserire il biglietto nominativo, sembra che ai grandi interpreti della nostra musica non rappresenti una priorità impegnarsi a vincere una battaglia in nome della legalità e del rispetto dei propri fan.

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.