Kula Shaker: “Siamo sempre gli stessi di vent’anni fa”

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Nel 1996 Noel Gallagher li ha definiti “la miglior band di Gran Bretagna”. Da quel giorno sono passati vent’anni e i Kula Shaker (quelli di Hush) sono ancora in pista. A febbraio è uscito il loro nuovo disco in studio, K 2.0, e la prossima estate porteranno il loro tour europeo in Italia (14/7 Firenze, 15/7 Roma, 16/7 Verucchio, 23/8 Reggio Emilia e 25/8 Asolo). Abbiamo intervistato Crispian Mills, il leader del gruppo, per capire come sono mutati in questi ultimi venti anni.

Sono passati gli anni ma vedo che la vostra passione per la cultura indiana non è svanita. O sbaglio?
Non ti sbagli. Tony Bennett ha lasciato il cuore a San Francisco. Io ho lasciato il mio nell’ovest del Bengala.

Ma cosa avete fatto in questi sei anni di pausa?
Io ho fatto un film e ho anche lavorato come scrittore. Alonza (ndr. Bevan) ha prodotto alcune registrazioni. Paul (ndr. Winterhart) ha suonato la batteria per altre band. E soprattutto siamo tutti diventati “ragazzi di famiglia”: piccoli bambini ovunque.

Siete tornati con un nuovo album, K 2.0. Cosa vi ha spinto a tornare in studio?
Il ventennale del nostro primo disco, K. Volevamo ricordare il disco e dargli un seguito.

Nel nuovo disco c’è anche materiale vecchio. Ad esempio Infinite Sun la suonavate nel 1992. Perché avete aspettato tutto questo tempo per inciderla?
La musica ha vita propria. Ci sono canzoni che fluttuano nell’etere così come parliamo, in attesa del momento giusto per manifestarsi. Credo che Nino Rota disse qualcosa di simile. Non siamo noi ad avere il controllo.

In Infinite Sun citate David Bowie (“C-c-changes”). Hai avuto l’onore di conoscerlo?
No, non l’ho mai incontrato, ma abbiamo suonato Ballad Of A Thin Man in suo onore.

KS-27 copy K nel 1996 diventò il disco d’esordio più venduto nella prima settimana di uscita superando anche Definitely Maybe degli Oasis. Fu una bella soddisfazione per voi?
Avere un album al primo posto della classifica ci ha dato una fantastica soddisfazione. Ma avere un “mantra sanscrito” come Govinda nelle radio di tutto il mondo fu ancora più fantastico. Per noi era un sogno.

Oasis o Blur?
Mettili entrambi in una centrifuga e chiamali idioti.

Ti senti lo stesso di quando hai iniziato?
Si, soprattutto quando suono dal vivo. Siamo tutti eterne anime spirituali. Non lo sapevi?

Quale è stato il momento più bello della vostra carriera?
Quando abbiamo temporeggiato per la firma del nostro contratto in attesa che Giove si congiungesse a Venere (ride).

Hai qualche rimpianto?
Anni fa mi ubriacai al party di compleanno di Jeff Beck e ho “improvvisato” delle canzoni con la chitarra elettrica (ride).

In estate tornerete in Italia con tre date. Cosa si devono aspettare i fan italiani?
Devono aspettarsi una band psichedelica e rock and roll potenziata dal mantra. Un “esserci” spirituale. E un po’ di fischio nelle orecchie.

Traduzione di Claudia Assanti.

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.