Skardy (ex Pitura Freska) con Battiato e contro le radio

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Sir Oliver Skardy

I Pitura Freska sono stati uno dei gruppi più anomali e originali del panorama italiano, sempre controcorrente, perfino nella loro unica apparizione a Sanremo perchè “se c’erano andati Elio e le Storie Tese con ‘La terra dei cachi’ potevamo andarci anche noi”. Sciolti e dispersi ormai da anni, chi tornato a fare il bidello, chi il cuoco, chi a curare uno studio in cui ogni tanto andavano a registrare giganti della musica americana, i Pitura riuscirono qualche anno fa a riempire piazza San Marco come ai tempi dei Pink Floyd per un ultimo concerto passando poi definitivamente la palla a una loro tribute band, i Pitura Stail. Perchè i Pitura hanno anche le tribute band. Marco Furio Forieri, il sassofonista dalla inconfondibile capigliatura rasta, ha intrapreso un’altra strada musicale con gli Ska-J, un mix di ska e jazz (ed è ora ospite del disco degli emergenti “Disperato Circo Musicale, “Super bomba”), Sir Oliver Skardy, al secolo Gaetano Scardicchio, ha scelto una via più rock, ma sempre legata al reggae e a testi graffianti, politici e ironici.

In questi giorni Skardy pubblica un nuovo video a corredo di “Centro di gravità permanente” la canzone del suo ultimo album “Ridi Paiasso Reload” che ha direttamente sottratto al repertorio di Franco Battiato. “E’ un video in linea con i tempi – spiega il musicista veneziano – fatto per i giovani perché non ha senso rivolgersi alle cariatidi”.

“Ridi paiasso” (ridi, pagliaccio) è tornato in vendita rinnovato e in una nuova veste “Reload” dopo una prima edizione distribuita nelle edicole o allegata a giornali, saltando la distribuzione tradizionale. “Le abbiamo provate tutte, ma per promuovere un disco servono tanti soldi e nessuno ne ha da spendere. Per andare primo in classifica oggi devi comprare passaggi tv, radio, o non succede niente. Ma chi xe che gà schei? (chi è che ha quattrini?). Così ho puntato sull’effetto sorpresa, ho fatto un video bello, ma le risposte sono state incredibili: non interessa, il reggae non è più di moda, i Pitura andavano bene negli anni ’90 ma ora i testi politici sono superflui, non interessano. Cose così. Ma il reggae funziona bene in tutto il mondo. Marley è sempre un mito. Se qui non va è perché non vuoi. Negli anni ’70 non ci volevano per via di quel che cantavamo, anche se a conti fatti eravamo più morbidi di altri. Oggi va solo il sesso, quello va sempre”.

Resiste poi la pregiudiziale sulla parlata veneta. Per un qualche strano motivo De André poteva cantare in genovese o perfino in sardo, Modugno in siciliano, Pino Daniele in napoletano, sono fioriti gruppi salentini, piemontesi, e in classifica è pieno di dischi in slang americano per non parlare di Dylan che per capirlo davvero devi aspettare sei mesi il libro con le traduzioni, ma qualcuno che canta in veneziano non sarebbe accettabile. Come se servisse un traduttore per capire che “quei che i ne comanda i xe tuti na bruta banda”.

“Centro di gravità” non è solo Battiato ma è diventata una versione reggae dance che parla d’altro: “L’idea mi era venuta andando in giro col sound system. Così ne ho fatto una versione nuova aggiungendo una parte mia sui profughi. Avevo sentito parlare dell’istituzione di un “centro temporaneo permanente” di accogliena e mi è venuto da mettere insieme le due cose. Ci sono migliaia e migliaia di persone scappano da guerre provocate da politiche mirate all’economia finanziaria e non al miglioramento delle condizioni del proprio popolo o nazione. E mentre la gente muore, ai capi di stato e ai politici responsabili di tutto questo non viene detto nulla, non viene fatto nulla”.

Come hai unito le due parti?

“In realtà sono tre parti, perchè ho messo anche un’altra citazione di Battiato, da “Areknames”, un brano di “Pollution”, perché io Battiato lo conosco dalle origini. Volevo fargli un omaggio citando la sua storia. Chi ha fatto musica negli anni 60/70 ha insegnato a tutti, mentre i ragazzi di oggi mi pare se la passino meno bene. Un giorno ho chiesto a Battiato cosa significava Areknames e lui mi ha risposto: nulla! Trovo geniale che un musicista, oltre a scrivere testi e musica si inventi anche le parole”.

Skardy continua a fare il bidello per sopravvivere e il musicista per vivere. “Sono in giro quasi tutte le sere, col sound system o in concerto, l’importante è il movimento”. “Ridi paiasso reload” è nei negozi, ed è disco gustoso, alla faccia delle radio modaiole.

Il nuovo video di “Centro di gravità permanente” è prodotto da Paolo Baldini

 

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Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.