Bruce a Barcellona: buona la prima, anzi buonissima!

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3 ore e 37 minuti, 2 bis, 36 canzoni: con questi numeri Bruce si è presentato al Camp Nou di Barcellona per la prima del tour europeo. Molti fans – lasciandosi suggestionare da alcuni tweet di qualche componente della band – erano convinti che Bruce avrebbe stravolto la scaletta; altri credevano che la riproposizione dal vivo dell’intero doppio album da cui il tour 2016 prende il nome, non avrebbe retto l’impatto con le folle degli stadi europei, ben più ampie rispetto a quelle delle venues americane. E invece The River, anche in Europa, c’è, anche se non per intero e di conseguenza non nella sequenza del disco. Però c’è “Drive All Night” e c’è “Point Blank”, ci sono “Sherry Darling” e “I Wanna Marry You”, c’è “Jackson Cage” e “The Ties That Bind”. Manca “Meet Me In The City” che pure è stato il brano di apertura dei concerti fatti negli USA nella prima parte del tour. C’è anche “Purple Rain”, fatta come primo bis in uno stadio che si tinge magicamente di viola. E poi ci sono i cartelli, con le richieste che spaziano da “Growin’ Up” a “Glory Days” (stasera ha vinto quest’ultima) fino ad arrivare a “I’m Going Down” (suonata anche questa). Ma Springsteen ci ha ormai abituato a cambiamenti e improvvisazioni nelle scalette e già martedi prossimo, il 17, quando suonerà a San Sebastian, potrebbe cambiare tutto. Del resto la E Street Band (come ha detto qualche anno fa in un’intervista Max Weinberg) è pronta a suonare 250 brani ogni sera!

Springsteen, con Patti di nuovo al suo fianco dopo qualche defezione in America, è apparso in forma smagliante: sorridente e rilassato nonostante fosse arrivato soltanto il giorno prima dagli States. Il colpo d’occhio quando sale sul palco è impressionante: il Camp Nou è maestoso ed è pienissimo. Su una delle tribune campeggia la scritta BRUCE, il prato è un immenso tappeto di gente arrivata da tutto il mondo,  perfino dal Brasile. Moltissimi ovviamente gli italiani, che twittano, chattano su facebook, postano foto e video su instagram, molte anche le dirette su Periscope. La tecnologia in queste occasioni ci fa sentire molto meno soli, molto meno lontani e soprattutto ci rende partecipi in qualche modo di un evento che si svolge a migliaia di kilometri di distanza. I tanto bistrattati social – in questi casi – sono una manna, una benedizione, un gancio con il mondo e con la storia.

Stadio gremito – dunque – e misure di sicurezza imponenti con controlli estremamente meticolosi, tanto che l’inizio del concerto è slittato perché nell’orario previsto tantissima gente era ancora in coda fuori ai cancelli. Ecco, in un’epoca in cui il terrore creato ad arte da menti avide, meschine e malate, condiziona – seppur in parte – la nostra quotidianità, dovremo rivedere anche noi qualche abitudine. Una su tutte: al concerto bisognerà andarci con largo anticipo, dotandoci di infinita pazienza, perché le file saranno molto più lunghe di quelle che abbiamo affrontato fino ad oggi. Quindi – se possiamo – muoviamoci per tempo per non perdere neanche un minuto della più bella festa a cui si possa essere invitati.

Questa la scaletta del concerto:

  1. Badlands/ 2. No Surrender/ 3. My Love Will Not Let You Down/ 4. The Ties That Bind/ 5. Sherry Darling/ 6. Jackson Cage/ 7. Two Hearts/ 8. I’m Going Down (richiesta)/ 9. Hungry Heart/ 10. Out In The Street/ 11. I Wanna Marry You (intro Here She Comes)/ 12. The River/ 13. Point Blank/ 14. Atlantic City/ 15. Darlington County/ 16. Glory Days (richiesta)/ 17. I Wanna Be With You (richiesta)/ 18. Ramrod/ 19. The Price You Pay/ 20. Drive All Night/ 21. Lonesone Day/ 22. Prove It All Night/ 23. The Promised Land/ 24. Because The Night/ 25. She’s The One/ 26. Brilliant Disguise/ 27. The Rising/ 28. Thunder Road/ 1° BIS 29. Purple Rain/ 30. Born In The USA/31. Born To Run/ 32.Dancing In The Dark/ 33. Tenth Avenue Freeze-Out/ 34. Shout/ 35. Bobby Jean/ 2° BIS 36. Twist And Shout

(La foto in evidenza è di Elio Coclite)

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.