#Punk40: La playlist punk dei Punkreas

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Nato nel 1976 il punk compie quest’anno 40 anni (ne parliamo qui). Sex Pistols, The Clash, The Stooges, Ramones…sono solo alcuni degli interpreti di questo affascinante movimento. Per festeggiarlo abbiamo chiesto ai Punkreas, una delle band punk più influenti del nostro paese, di stilare una loro playlist personale. Ecco cosa ci hanno consigliato:

1. Basket case – Green Day (1994)
«Basket case dei Green Day è un ricordo della mia infanzia» (Dario)

2. Death is a star – The Clash (1982)
«Ho scelto Death is a star perché non è una canzone punk» (Noise)

3. I don’t wanna die in the basement – Dee Dee Ramone (2000)
«I don’t wanna die in the basement ha un testo molto impegnato» (Cippa)

4. On the outside– No Use for a Name (1997) 
«Potenza pura!» (Istvan)

5. Verrà – Peggio Pux (1989) 
«Perché no?!» (Paletta)

6. Kill the poor – Dead Kennedys (1980)
«Kill the poor era “pogo” da paura» (Gagno)

7. The brews – Nofx (1994)
«Le chitarre veloci potevano essere anche punk» (Andrea)

8. Lotus – Gerson (2007) 
«In pochi saprebbero scrivere un testo così!» (Punkreas)

9. Alla nostra età – Derozer (2000) 
«Alla nostra età…noi suoniamo punk!» (Punkreas)

10. Last Caress – The Misfits (1980)
«Un po’ di sano horror punk» (Punkreas)

I Punkreas hanno da poco pubblicato un nuovo album dal tiolo Il lato ruvido: un disco diretto, istintivo, irriverente e scanzonato allo stesso tempo, in cui ritorna a gran forza l’attitudine appunto “ruvida” dei primi Punkreas, che si sposa con un linguaggio musicale e lirico contemporaneo e moderno, riuscendo a fondere la primordiale e nota irruenza della band, all’odierna maturità artistica, ottenendo un connubio esplosivo e vincente.

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Emanuele Camilli
Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è... Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.