Xperia XA Ultra. Gigante, da selfie

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Ha 6 pollici di schermo borderless il nuovo smartphone Sony Xperia XA Ultra e promette ottime performance fotografiche e fino a due giorni di autonomia. Grazie all’avanzata fotocamera anteriore da 16MP e ai sensori XA Ultra è in grado di scattare immagini nitide e chiare in tutte le condizioni di luminosità. Anche i più inesperti, quindi, possono creare il selfie perfetto sia di giorno che di notte. Aiutati dal flash intelligente che dona luce naturale al viso durante gli autoscatti notturni e al circuito Optical Image Stabilisation, che contiene gli effetti di tremolio causati dei movimenti della mano. Scattare un selfie è reso ancora più semplice dalla funzionalità Hand Shutter: è sufficiente alzare la mano e il timer inizierà il conto alla rovescia, lasciando il tempo di mostrare l’espressione perfetta e mettersi in posa. Super veloce anche la fotocamera principale da 21,5 megapixel, dotata di Hybrid autofocus e di avvio rapido dalla modalità standby che permettono di ottenere uno scatto spontaneo e di catturare anche il più piccolo dettaglio in una frazione di secondo. L’elegante display senza bordi da 6 pollici, con vetro curvo, è circondato da una scocca in metallo: il design sottile e la modalità One-handed Operation rendono confortevole l’utilizzo del dispositivo anche con una sola mano. Xperia XA Ultra è disponibile in nero, bianco e nell’innovativa variante Lime Gold e sarà in vendita da luglio. Sono a disposizione anche eleganti cover per completare e proteggere Xperia XA Ultra, tra cui Style Cover Flip nei colori corrispondenti che permettono di accendere e spegnere il dispositivo tramite l’apertura e la chiusura della custodia.

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Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.