The Boy. Come fosse una bambola?

Fare la babysitter alla bambola che fu un bambino. Morto?

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The Boy
di William Brent Bell
con Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, Ben Robson
Voto 6 +

La bella tata Lauren Cohan che viene dall’America sbarca in una turrita magione inglese fatta su misura per gli horror e due anziani genitori le affidano un pupazzo con il volto di porcellana da trattare come il loro bambino. Si chiama Brahms. Poi vanno in vacanza dopo averle consegnato le regole a cui attenersi. Il bambino un tempo c’è stato davvero, poi è morto in un incendio, e secondo alcuni era strano. La Bella come in tutti gli horror classici incontra l’Uomo Buono (Rupert Evans) cioè il fattorino della drogheria che flirta con lei e che verso la fine del secondo tempo dovrebbe, come da standard, salvarla dalla Bestia. Poi la Bella affronta la Bestia: o meglio, il pupazzo col volto di porcellana che, un po’ negli ovvii incubi che vengono a vivere in un castello accudendo una bambola, un po’ nella realtà (soggettiva? oggettiva?) forse si muove e fa cose. Forse vuole amore. Spiegazione psicologica: la Bella lascia alle sue spalle una Brutta Storia con un Uomo Cattivo e di mezzo c’era un Bambino. Tutto chiaro? Cioè, “le piace Brahms”? Qui ci dobbiamo fermare se no vi rubiamo la sorpresa. William Brent Bell ha alle spalle quattro horror, tra cui l’esorcistico L’altra faccia del diavolo e Wer-La Bestia, e gioca con i canoni classici e le sceneggiature biforcute, che partono in un sottogenere e sfociano in un altro: pochi soldi, una certa misura, qualche trovata interessante e ci si chiede se gli esiti sono una scelta curiosa o dipendono dall’autostima del regista…

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori