Elio e le Storie Tese a Padova: l’ultimo concerto di Rocco Tanica (racconto, foto e scaletta)

800
0
Foto: Andrea Giovannetti

Quello di ieri sera al Gran Teatro Geox di Padova è stato un concerto storico per gli Elio e le Storie Tese: era l’ultima volta, infatti, che Rocco Tanica suonava dal vivo col resto della band, dopo il suo annuncio di abbandono dell’attività live (ne parliamo più approfonditamente qui).
A causa dell’assenza di Vittorio Cosma, i presenti hanno potuto assistere ad un live ancora più speciale: invece di suonare solo nell’ultima mezz’ora di spettacolo Rocco è stato sul palco per tutta la durata del concerto, per una celebrazione lunga oltre tre ore da parte sia di Elio che del pubblico presente in sala, non nascondendo una certa emozione al momento dei saluti finali.
Introdotti da un lungo video che ha ripercorso tutta la loro carriera dal 1990 fino ad oggi, gli Elii (Elio alla voce, Christian Meyer alla batteria, Faso al basso, Cesareo alla chitarra, Rocco Tanica alle tastiere e voci, Jantoman alle tastiere) salgono sul palco ed iniziano con un filotto di hit che scatenano subito l’entusiasmo del pubblico: Servi della gleba, Burattino senza fichi, Mio cuggino ed Essere donna oggi.
Una menzione speciale la meritano i video proiettati sui tre maxischermi che campeggiano sul palco: un mix di videoclip, immagini prese da internet e parodie varie talmente trash da risultare magnifiche. Su tutti i gattini di She wants.
E’ quindi la volta del primo estratto dall’ultimo album Figgatta de Blanc (qui la nostra recensione), ovvero Ritmo sbilenco, in bilico tra progressive e regressive, seguito da Parco Sempione, brano di denuncia contro l’amministrazione Formigoni (rea di aver distrutto il Bosco di Gioia per costruire il nuovo palazzo della Regione Lombardia), introdotto dall’augurio di Elio di vedere “quel bastardo presto in galera”.
Finalmente arriva l’eroe preferito dal pubblico, e fa il suo ingresso Supergiovane, interpretato come sempre dall’architetto Mangoni.
La parte centrale dello spettacolo trasforma il Geox in un’enorme discoteca con El pube, seguita da un siparietto di Christian Meyer nei panni di DJ Mendrisio, per proseguire con Pipppero®, Vacanza alternativa, Discomusic e Born to be Abramo.
Mentre sul palco si esibisce il corpo di ballo della Scuola Mangoni, in platea un enorme trenino formato da centinaia di persone si scatena coinvolgendo e girando tutta la platea.
Finito il momento dance, come in tutti i concerti rock che si rispettino, il palco viene “occupato” da una parete di amplificatori per chitarra, elemento indispensabile per poter suonare Il rock’n’roll, che come ogni sera vede Mangoni sacrificarsi come vittima del rock (che, si sa, esige almeno una vittima al giorno). Si prosegue con John Holmes, Casonetto differenziato per il frutto del peccato e Il primo giorno di scuola. Il “lento rock” di Uomini col borsello va a chiudere il mini-set e apre l’ultima parte dello spettacolo, ovvero la celebrazione di Rocco Tanica.
Arrivano in sequenza Plafone, T.V.U.M.D.B., She wants e Il vitello dai piedi di balsa, mentre sulle note di Shpalman la band saluta e lascia il palco.
Dopo qualche minuto di pausa sale sul palco Mangoni che, piano e voce, delizia il pubblico mostrano un suo lato nascosto, quello del musicista, che sfocia in una memorabile Cara ti amo (l’ultima di sempre?) dal sapore anni ’80, quasi solo parlata da Elio e Rocco.
Ancora una piccola pausa ed è la volta di Tapparella che va a chiudere il concerto, con le immagini di Feiez, mai dimenticato, che scorrono sui maxischermi.
Tre ore e un quarto di musica per 26 canzoni, una summa di oltre 25 anni di carriera “ufficiale” (più altri 10 di gavetta).
E’ quasi l’una quando termina lo show e sono tutti in piedi per celebrare la band tecnicamente più dotata d’Italia e per rendere omaggio a Rocco Tanica, per l’ultima volta sul palco.

Qui sotto la fotogallery del concerto e, più in basso, la scaletta.

Questa la scaletta del concerto:
1. Servi della gleba
2. Burattino senza fichi
3. Mio cuggino
4. Essere donna oggi
5. Ritmo sbilenco
6. Parco Sempione
7. Supergiovane
8. El pube
9. Discoteca svizzera
10. Pipppero®
11. Vacanza alternativa
12. Discomusic
13. Born to be Abramo
14. Il rock’n’roll
15. John Holmes (una vita per il cinema)
16. Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
17. Il primo giorno di scuola
18. Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)
19. Plafone
20. T.V.U.M.D.B.
21. She wants
22. Il vitello dai piedi di balsa
23. Il vitello dai piedi di balsa reprise
24. Shpalman

25. Cara ti amo (risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne)

26. Tapparella

CONDIVIDI
Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".