Era d’estate. I giudici protetti in carcere

Quando si mettevano i giudici in prigione per il loro bene

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Era d’estate
di Fiorella Infascelli
con Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino, Claudia Potenza, Elisabetta Piccolomini.
Voto 6

Nel 1985 i giudici Falcone e Borsellino mentre preparavano il maxiprocesso a Cosa Nostra vennero praticamente sequestrati e portati in una dependance del carcere dell’Asinara per proteggere loro e le loro famiglie da una minaccia di morte che -tra le tante ricevute- sembrava la più pericolosa. Qui, caricatissimi per la stesura degli atti, affrontarono la noia di una vacanza non richiesta, il sole, il mare, gli asini selvatici e la mancanza di informazioni mentre da Palermo i faldoni per prepare il processo non arrivavano mai. La metafora dell’attesa che sfianca i processi (come sempre in Italia) si fonde con la premonizione della morte: in quel momento Falcone e Borsellino erano sopravvissuti ad altri colleghi uccisi sul fronte della lotta alla mafia e sentivano che mezza Italia (anche in Parlamento) non li sosteneva. Il film è tutto qui: qualche dialogo brillante tra i due giudici, il gioco delle differenze (Falcone repubblicano amante delle freddure, Borsellino monarchico e capace di citare Shakespeare in più lingue e in siciliano), l’ansia delle famiglie, le reazioni dei figli, la stranezza di due giudici protetti in un carcere di massima sicurezza e il sole e il mare che virano al nero nel vuoto, che in parte rende fragile il minimalismo del film. Sette anni dopo verranno uccisi dalla mafia.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori