Era d’estate. I giudici protetti in carcere

Quando si mettevano i giudici in prigione per il loro bene

63
0

Era d’estate
di Fiorella Infascelli
con Massimo Popolizio, Beppe Fiorello, Valeria Solarino, Claudia Potenza, Elisabetta Piccolomini.
Voto 6

Nel 1985 i giudici Falcone e Borsellino mentre preparavano il maxiprocesso a Cosa Nostra vennero praticamente sequestrati e portati in una dependance del carcere dell’Asinara per proteggere loro e le loro famiglie da una minaccia di morte che -tra le tante ricevute- sembrava la più pericolosa. Qui, caricatissimi per la stesura degli atti, affrontarono la noia di una vacanza non richiesta, il sole, il mare, gli asini selvatici e la mancanza di informazioni mentre da Palermo i faldoni per prepare il processo non arrivavano mai. La metafora dell’attesa che sfianca i processi (come sempre in Italia) si fonde con la premonizione della morte: in quel momento Falcone e Borsellino erano sopravvissuti ad altri colleghi uccisi sul fronte della lotta alla mafia e sentivano che mezza Italia (anche in Parlamento) non li sosteneva. Il film è tutto qui: qualche dialogo brillante tra i due giudici, il gioco delle differenze (Falcone repubblicano amante delle freddure, Borsellino monarchico e capace di citare Shakespeare in più lingue e in siciliano), l’ansia delle famiglie, le reazioni dei figli, la stranezza di due giudici protetti in un carcere di massima sicurezza e il sole e il mare che virano al nero nel vuoto, che in parte rende fragile il minimalismo del film. Sette anni dopo verranno uccisi dalla mafia.

CONDIVIDI
Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori