Colonia. Vieni, c’è un nazista nel bosco

La vera storia della setta lager nazista nascosta nel Cile fascista

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Colonia
di Florian Gallenberger
con Emma Watson, Daniel Brühl, Michael Nyqvist, Vicky Krieps, Martin Wuttke.
Voto 6 

Strano film. Inizia con una iperrealistica retata a Santiago del Cile il giorno del Golpe di Pinochet, a cui  segue l’arresto del grafico tedesco (Bruhl) autore dei poster su Allende, con conseguente sua sparizione e terribile tortura in una sperduta struttura del sud. Ne deduci che è un film sul Golpe… No.  Ecco che in quella struttura (Colonia Dignidad) si presenta la fidanzata (Watson), hostess, travestita con abiti punitivi da suora laica. Si professa pentita della vita esterna e riesce a entrare nella setta lager gestita da un santone nazi (Niqvyst). Così?! Come spesso succederà  in questo film lei sa qualcosa che lo spettatore ancora ignora, e allo stesso modo molte cose che a logica dovrebbero essere difficili diventeranno facili e viceversa. Difficile dire se è  un metodo narrativo strano o involontario. Colonia Dignidad è una setta parareligiosa  fondata anni prima dell’avvento di Pinochet da un nazista tedesco ora simpatizzante dei torturatori e impegnato  a vessare i suoi adepti (che devono picchiare e disprezzare le donne), vendere armi ai fascisti, stuprare i bambini, fare esperimenti coi gas. Dall’orrore politico si passa a un film horror indeciso tra la sociologia e non si sa bene cosa, con questo stile che è anche un problema: quando la storia declina la tensione, sceneggiatori  invisibili tagliano e rimontano pezzi di storia per cui lo spettatore spesso si trova in crisi con la credibilità dei passaggi temporali: trascorrono mesi e credi siano giorni, situazioni disperate si capovolgono in favorevoli, violenze allucinanti si risolvono con quattro cerotti, l’eroe torturato riesce a fingersi tonto (per le botte) per mesi e a progettare la fuga, la hostess riesce a incontrarlo nonostante il campo sia un lager. Il fatto che la storia sia vera e la Colonia realmente esistita non ci aiuta.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori