Calcutta, l’indie e lo spietato mondo del pop

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È tanto che non scrivo. Me ne scuso con i miei lettori, che spero sempre siano più di 25. Sono stato impegnato in una lunga stagione autunno/inverno e in una primavera che appena iniziata è già quasi finita ma ha finalmente portato all’uscita del mio nuovo singolo “La Vita Adesso”. *

Oggi ho letto un bell’articolo di Vincenzo Cozzolino, proprio qui, su Spettakolo. L’articolo parlava di Calcutta, il cantante, e vi si sosteneva che fosse riuscito a fare il miracolo di coniugare mondo pop e mondo underground.

È vero. Solo che non l’ha fatto da solo. E non è stato il primo. Calcutta fa parte di un movimento ormai universalmente noto come Indie.

La musica Indie nasce in America e poi via via in Inghilterra sino ad arrivare in Italia. O meglio. La musica Indie in Italia c’è sempre stata. Ma non si chiamava così.

Quando ero ragazzino la musica si divideva in “commerciale” e “alternativa”.

Il commerciale è quello che oggi si definisce mainstream, l’alternativa quello che oggi definiamo appunto Indie.

Non è un’eresia dire che i Litfiba erano indie, lo stesso Vasco Rossi lo era. Perché uscivano per etichette indipendenti (Ira per Litfiba; Targa prima, Carosello poi per Vasco) e perché suonavano generi musicali che non avevano mai attraversato il “sentiero principale”.

Poi cos’è successo? È successo… il successo.

E i Litfiba e Vasco Rossi da alternativi sono diventati commerciali, facendo poi godere della popolarità di questo nuovo genere (il rock italiano) tutti quelli che negli anni ’90 si sono affacciati alla musica.

Ma soprattutto facendo in modo che le major si avvicinassero ad un intero movimento che nel corso degli anni ’80 non era stato per nulla oggetto del loro interesse: quello della musica alternativa.

Ora sta succedendo la stessa cosa con l’Indie. Per quello non è solo Calcutta ad aver fatto il “miracolo”, c’è Cosmo, ci sono I Cani, Ex-Otago, Thegiornalisti.

E fanno parte di una seconda generazione indie meno autoreferenziale e più dedita alla musica oltre che al solo mood. E infatti la musica che propongono è finalmente importante, pesante. Io li trovo più pregni di contenuto rispetto ai vari Dente e Brunori, che già comunque avevano contribuito allo sdoganamento del genere.

I Ministri, per esempio, sono una band formidabile della prima generazione indie. Con loro ho condiviso il produttore del mio primo disco e con Divi (il cantante) sono uscito diverse volte a cena. Una volta gli ho detto che secondo me con un po’ di accorgimenti avrebbero potuto fare il grande salto nel mainstream.

Non lo hanno fatto, ma semplicemente perchè credo che non lo abbiano mai voluto fare. E hanno avuto ragione loro: in dieci anni si sono costruiti una credibilità assoluta, senza radio nè tv riempiono concerti con centinaia e centinaia (se non migliaia) di persone.

Bisognerà vedere se Calcutta, Cosmo, Thegiornalisti e gli altri saranno in grado di tenere duro in quello che è il mondo più spietato e superficiale che c’è. Il mondo del pop.

 

  • La Vita Adesso anticipa “Kaleidos”, il mio nuovo album di inediti, che uscirà il 9 Settembre. Questo è il video.

 

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Niccolò Bossini
Chitarrista e cantautore, nato a Reggio Emilia nel 1978. La sua carriera inizia nel 1996 entrando a far parte del gruppo hard-core Raw Power. Con loro per quattro anni incide un album (Reptile House) e gira Europa e Stati Uniti in tour. Dal 2005 entra a far parte della band di Luciano Ligabue con il quale registra tre dischi (Nome e cognome, Arrivederci mostro!, Mondovisione). Dal 2012 intraprende una carriera solista che annovera due album in studio (QBNB e #SecondoLavoro).