Laura Pausini. Il “Simili tour” decolla a San Siro

1153
0

La cosa bella di Laura Pausini è che ogni volta che la rivedi è cresciuta di due centimetri. Che sia un’ottima cantante l’abbiamo sempre saputo, fin dal giorno in cui indossando un’improbabile giacchetta si rivelò sul palco dell’Ariston. Ma col tempo è diventata una performer straordinaria, una che non ha niente da invidiare alle più quotate star internazionali. Il suo modo di tenere il palco è davvero fantastico, pare una nata e cresciuta nei meandri di Hollywood, con in più la verve e la simpatia che può avere soltanto una che arriva da Solarolo.

Lo show che ha messo in piedi stavolta ne riflette in toto gli umori e gli amori. Infatti oltre a mordere lo stage per quasi due ore e mezzo sfoderando la maestria di cui sopra, quel palco lo ha pure voluto disegnare, curando personalmente la regia dello spettacolo. Se alla sua bravura aggiungiamo il magnifico light design di Alain Courthout e l’impiego di ben 11 musicisti, 6 coristi e 30 performer (incluso un corpo di ballo di 10 ballerini), utilizzati dal coreografo Jonathan Redavid per creare autentici quadri in stile musical, ecco che diventa subito chiaro che stiamo parlando di uno show di caratura internazionale.

Laura non si è risparmiata nemmeno sul piano della scelta musicale, riarrangiando assieme al suo compagno-chitarrista-direttore musicale Paolo Carta ben 45 brani che ripercorrono i suoi 23 anni di carriera. Per farli entrare tutti in scaletta, ha assemblato ben 9 medley, ognuno dei quali ha una sua ragione di esistere. Per esempio, quello composto da It’s not goodbye, 200 note e Se ami sai «racconta tre storie d’amore finite, ma che vale la pena ricordare».

Come se non bastasse, butta là anche un paio di “bonus track”. Dopo Chiedilo al cielo, per dire, le coriste omaggiano gli U2 cantando With or without you. Mentre subito dopo il medley appena ricordato e prima di intonare l’applauditissima Primavera in anticipo, regala un’intensa versione di Tristeza di Vinícius de Moraes & Toquinho.

Laura inizia lo spettacolo recitando un monologo inedito scritto per lei da Massimiliano Bruno. Il primo a comparire sulla scena è il percussionista Ernesto Lopez Maturell, che suona una grancassa caratterizzata da un enorme quadrifoglio: il simbolo di tutto il progetto. Più tardi spiegherà che quel quadrifoglio in realtà è fatto di impronte, che pur essendo una diversa dall’altra a ben guardare sono tutte uguali, perché siamo simili.

Lo show decolla quasi subito, con un tris di canzoni che non lasciano indifferenti: Simili, Resta in ascolto e quell’Innamorata scritta per lei da Lorenzo Jovanotti che le ha fatto scoprire un nuovo lato di sé, quello dance. Infatti mentre la canta le decine di migliaia di persone che affollano San Siro in ogni ordine di post si mettono a ballare e fanno tremare lo stadio.

Poi è tutto un crescendo, tra spettacolari laser show, coreografie d’impatto, momenti di grande magia (Sono solo nuvole, cantata dondolandosi su un’altalena e con un’ambientazione ispirata a Magritte) e altri straordinariamente intimi che però vuole condividere col suo pubblico: Celeste e È a lei che devo l’amore le canta indossando un lungo abito e suonando il piano, entrambi d’un bianco immacolato, mentre sui megaschermi vengono proiettati filmati e immagini della figlia Paola.

Resta da dire degli abiti – una decina di cambi – tutti realizzati da Byblos Milano, lo stesso marchio che realizzò la famosa giacchetta cui accennavo all’inizio, quella che indossò a Sanremo nel ’93 e che le ha portato tanta fortuna.

Simili tour prosegue questa sera con la replica a San Siro, sabato 11 all’Olimpico di Roma (special guest Biagio Antonacci) e sabato 18 all’Arena della Vittoria di Bari (ospite Giuliano Sangiorgi dei Negramaro). Poi dal 26 luglio muta il nome in Similares Us & Latin America Tour e debutta a Toronto; mentre il 7 ottobre inizierà a Madrid il Simili European Tour. Complessivamente 40 concerti in giro per il mondo. Mica male per una ragazza nata e cresciuta a Solarolo!

Ecco la scaletta del concerto di San Siro. Rispetto alla data zero di Imola c’è stato qualche “aggiustamento”

1) Simili

2) Resta in ascolto

3) Innamorata

4) Medley: Non ho mai smesso/Il nostro amore quotidiano/Se non te

5) Medley: Nella porta accanto/Bellissimo così/Ascolta il tuo cuore

6) Invece no

7) Medley: La geografia del mio cammino/Chiedilo al cielo/Una storia che vale

8) Sono solo nuvole

9) Come se non fosse stato mai amore

10) Medley: It’s not goodbye/20 note/Se ami sai

11) Primavera in anticipo

12) Ho creduto a me

13) Tra te e il mare

14) Medley: Il tuo nome in maiuscolo/Nel modo più sincero che c’è/Casomai/Un fatto ovvio/Colpevole/La prospettiva di me/Emergenza d’amore

15) Medley: Celeste/È a lei che devo l’amore

16) Medley: Con la musica alla radio/Benvenuto/Io canto/Per la musica

17) Vivimi

18) E ritorno da te

19) Medley: Incancellabile/Le cose che vivi/Il mondo che vorrei/Strani amori/La solitudine

29) Medley: Limpido/Surrender/Io c’ero

BIS

32) Lato destro del cuore

foto Pausini San Siro

CONDIVIDI
Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".