The Nice Guys. Indagine disperata ma non seria

Due detective pazzi, trama labirinto, esercizio ai bordi del caos

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The Nice Guys
di Shane Black
con Russell Crowe, Ryan Gosling, Kim Basinger, Margaret Qualley, Matt Bomer.
Voto 7-

Alzi la mano chi leggendo o guardando detective’s story da Chandler a Bogart a Lebowski a Pynchon (tenendo presente anche le colline di Mulholland Drive di Lynch) non ha mai pensato che più che la logica delle indagini quelle storie labirintiche seguissero la logica dei sogni, da declinare tra i gessati di Bogart e le infradito dei detective drughi degli anni Settanta. Alla genealogia degli occhi privati si aggiungono i Nice Guys di Shane Black, sceneggiatore di Arma letale (e regista citazionista di Chandler in Kiss Kiss Ban Bang) che torna agli anni Settanta con un esercizio di logica illogica, ironica, spesso ai bordi del cretino metafisico, con Gosling che fa il detective (legale) più stupido o geniale della California (se non indaga la figlia ragazzina lui, solitamente, casca sulle soluzioni – nel senso proprio di cadere rovinosamente sulle soluzioni dalle colline di Hollywood o dalle finestre), affiancato per vie manesche da Crowe, detective (illegale), forse più picchiatore da affittare che detective, e aspirante al titolo di “brutta persona”, ma con ironia. Insieme fanno un unico corpo pazzo e inciampano (è il caso di dirlo: senza capirlo) sulla pista comune di una pornodiva morta mentre spariva la figlia di una superpoliziotta che recitava in un film impegnato (diciamo: con i modi del porno) a denunciare le porcherie delle grandi case automobilistiche. Ci sono tutti gli elementi che Chandler ha reso immortali: il cavaliere solitario anarchico e cinico, ma romantico, il Potere che ha stretti legami col Male, la Grande Industria che modella a sua misura Territorio e Legge. Tutti corrotti perché così fan tutti. La variante  è che, di come vada a finire l’indagine, forse non te ne frega niente perché sei troppo occupato a capire se i buoni e i cattivi si incrociano e si uccidono per un disegno divino o perché, come diceva la volpe di Von Trier, il caos regna (ma fa ridere a più livelli: dallo stupido, appunto, all’ovvio, alla citazione, al metafisico…). Auguri.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori