Incontro con i Pooh. Meno tre ore al debutto. (Foto)

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Ormai manca pochissimo al deburro e i Pooh non vedono l’ora di salire sul palco. Le sorprese non mancano nemmeno questa volta, infatti i due concerti di San Siro saranno ripresi da quindici telecamere, per la regia di Roberto Cenci. Lo spettacolo andrà in onda a Settembre su Canale 5 e poi uscirà su dvd. Incontrano i giornalisti per una breve chiacchierata e per rispondere alle ultime domande. Roby racconta come stanno affrontando il primo concerto a San Siro: «Non riesco a capire se sto vivendo un sogno. Tutto è iniziato quattro anni fa, il nostro desiderio era di arrivare a questo traguardo proprio così, come ci vedete adesso. Oltre due anni fa abbiamo coinvolte Ferdinando Salzano e la F&P, che hanno messo in moto una macchina da guerra davvero straordinaria. Sono accadute tutte cose belle e impreviste, molto sentite e piene d’amore e convinzione, non ci aspettavamo nulla di tutto ciò. Ringrazio F&P, Rtl 201.5, la Sony Music e Parole e Dintorni».

Stefano e Riccardo spiegano com’è stato ritrovare i compagni d’avventura dopo molto tempo. Stefano: «Sono risalito sul palco dopo sette anni, quando avevo appeso batterie e bacchette al chiodo e pensavo di aver posto veramente la parola fine al mio straordinario viaggio. Ad oggi, dopo un po’ di titubanza iniziale, ringrazio i miei colleghi che hanno insistito per coinvolgermi in questo fantastico compleanno. Questa emozione è veramente impagabile, alle prove di ieri sera mi sono immaginato tutto lo stadio pieno e questo mi ha creato un’emozione che sento che stasera si moltiplicherà ancora di più».
Riccardo: «Quando sono rientrato come quinto Pooh, giorno per giorno mi chiedevano di cantare sempre su più canzoni, ‘unisciti a me in questa, canta con me in quest’altra’, così mi sono messo a studiare e mi sono venuti anche i calli alle dita a causa della chitarra! (Ride)».

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Le canzoni in scaletta saranno cinquanta, circa un ottavo di tutta la loro produzione. Dodi: «Saranno tante, se poi consideriamo che ognuno di noi ha fatto dischi solisti e collaborazioni abbiamo fatto talmente tanta musica che anche noi ci diciamo ‘caspita che bello sarebbe fare quel brano lì’. Ognuna delle canzoni ci riporta in un periodo ben definito, le canzoni che ci mancheranno sono tante. Per questa scaletta abbiamo fatto uno spaccato della nostra maniera di essere. Noi abbiamo iniziato ad avere successo con il pop melodico italiano, poi ci siamo lanciati nel prog fino al rock, questo ha sviluppato molte maniere di fare musica dei Pooh, ci saranno anche momenti unplugged durante il concerto. Riccardo ha rimesso in discussione l’approccio con queste canzoni, verrà fuori un disco diverso».

Il concerto a San Siro è per Red: «Un sogno bellissimo, siamo stati i primi a fare gli stadi negli anni ‘80 e arrivare a San Siro con due esauriti, e la possibilità volendo di farne una terza, credo sia un regalo stratosferico che il pubblico ci ha fatto. Non è un semplice pubblico ma i Pooh fanno parte delle loro vite». Prosegue Dodi che spiega la scelta di non fare solamente due date: «C’è una cosa bella sul fatto di aver accettato la proposta di allungare il tour, fare due shot così, come Milano e Roma, sarebbe stato abbastanza traumatico, il fatto di fare più date dilaziona l’amarezza».

Le soprese però non mancano nemmeno per loro, che vengono premiata con il Telegatto alla carriera e il premio Ambasciatori della Musica Italiana nel mondo, «per aver contributo alla valorizzazione della musica e della cultura in tutto il mondo».

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.