Pooh 50, un grande inizio (scaletta)

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Pooh a san siro

La cosa che salta subito all’occhio è che i Pooh sono in grande forma e che a San Siro sono arrivati con la giusta tensione emotiva che meritano i grandi eventi. Battaglia si diverte passando da una parte all’altra del palco, destreggiandosi tra chitarre, mandolini e chitarre a doppio manico. Facchinetti è tonico, Canzian vocalmente perfetto, D’Orazio sembra aver ritrovato l’entusiasmo e Fogli ci mette tutta la grinta possibile, anche se non sarà impeccabile nel corso della serata. Le canzoni sono tantissime, cinquanta, come il traguardo che festeggiano davanti a 50.408 persone in uno stadio sold out. La scaletta si potrebbe dire quasi perfetta, ci voleva un evento del genere per creare un insieme che mettesse d’accordo più o meno tutti. I brani attraversano tutta la loro storia, dal ’66 all’ultimo inedito Ancora una canzone, spaziando dal prog rock al pop classico, generi che li hanno contraddistinti. Compaiono brani che non si sentivano da un po’, più che degni, musicalmente o per pathos, di essere suonati nello stadio, come Dove sto domani, Io e te per altri giorni o In silenzio. Anche se per riuscire a far stare tutto in poco meno di tre ore di concerto è d’obbligo sacrificare alcuni pezzi, proponendoli solo in parte.

Il pubblico è entusiasta già dall’inizio, tant’è che sarà poi la sicurezza a tenerlo a bada almeno fino a Canterò per te, canzone in cui tutti corrono sotto al palco. Il concerto si apre con un conteggio fino a 50 e un cerchio di luce scende sullo stage sputando fumo. Giorni infiniti apre la serata, seguita da Rotolando respirando e Dammi solo un minuto. Il primo medley, con Fogli sul palco, propone la loro vecchia hit, Piccola Katy, a inizio concerto. Riccardo non sarà sempre presente durante la serata, ma si unirà solo in alcuni momenti al gruppo, come per esempio nel lungo momento acustico che inizia con Pierre e si conclude con la sempre commovente Domani, dedicata a Valerio Negrini, con tanto di foto sui maxi schermi laterali.

Non mancano gli effetti scenici e i momenti dal grande respiro musicale dove ripropongono gli strumentali scritti durante la loro carriera, con fumi, laser e fiamme. Proprio, o quasi, come negli anni ’70/’80. Il palco è semplice, con due passerelle laterali che si distendono a mo’ di braccia, dietro la band quattro schermi verticali che diffondono grafiche fresche e attuali, come i bom bom e gli LP disegnati su Piccola Katy, che rimandano per un attimo al mondo Jovanotti. I giochi di luci eleganti e una scaletta ben costruita non distolgono del tutto il pensiero dal palco, che sembra appena all’altezza di una celebrazione così. La sintonia è quella di sempre, anche quando tutti e quattro sbagliano magicamente insieme l’attacco su Quando una lei va via. Storia a parte Riccardo Fogli, che sul palco si diverte ma va un po’ per conto suo. Sbaglia tempo su In diretta nel vento con Dodi che cerca amorevolmente di riprenderlo e guidarlo. Riccardo però si fa presto perdonare imbracciando il basso di Red per un breve assolo, davvero riuscito, che fa da introduzione a Nel buio e per regalare una versione insolita di Cercando di te, cantata da lui. Si chiude con i brani che li hanno portati al successo, nell’entusiasmo generale, e nel rush finale arriva Ancora una canzone, il nuovo inedito uscito il 10 giugno.

In definitiva, i “ragazzi” hanno portato a termine una bella impresa e l’hanno affrontata nel migliore dei modi, smentendo anche il più scettico che a San Siro proprio non ce li vedeva, dimostrando di essere all’altezza di un tour negli stadi. Stasera si replica e poi verso il sud. Roma e Messina saranno le successive date.

Che la festa abbia inizio.

La scaletta del concerto:
Intro
1) Giorni infiniti
2) Rotolando respirando
3) Dammi solo un minuto
4) Banda nel vento
5) Vieni fuori (Keep on running)
6) In silenzio
7) Piccola Katy
8) Nascerò con te
9) Io e te per altri giorni
10) Se c’è un posto nel tuo cuore
11) Amici per sempre
12) L’altra donna
13) Stai con me
14) Se sai se puoi se vuoi
15) La gabbia (strumentale)
16) L’aquila e il falco
17) Il ragazzo del cielo
18) Risveglio (strumentale)
19) L’ultima notte di caccia
20) Viva (strumentale)
21) Pierre
22) In diretta nel vento
23) Stare senza di te
24) 50 primavere
25) Alessandra
26) Uomini soli
27) Quando una lei va via
28) Notte a sorpresa
29) Nel buio
30) Domani
31) Parsifal
32) Per te qualcosa ancora
33) Dove sto domani
34) Cercando di te
35) La ragazza con gli occhi di sole
36) Ci penserò domani
37) Pronto, buongiorno è la sveglia
38) La donna del mio amico
39) Canterò per te
40) La mia donna
41) Dimmi di sì
42) Noi due nel mondo e nell’anima
43) Il cielo è blu sopra le nuvole
44) Tanta voglia di lei
45) Io sono vivo
46) Non siamo in pericolo
47) Chi fermerà la musica
48) Pensiero
49) Ancora una canzone
50) Base finale (ad libutum)

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Matilde Ferrero
Vent'anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.