In nome di mia figlia. Il processo infinito

Un'odissea giudiziaria contro il serial killer della nazione accanto

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In nome di mia figlia
Vincent Garenq
con Daniel Auteuil, Sebastian Koch, Marie-Josée Croze, Christelle Cornil, Lila-Rose Gilbert
Voto 7 

L’odissea di André Bambersky, come lui l’ha raccontata, parte da una vacanza in cui notò certe attenzioni della moglie per il vicino, il dottor Krombach. I sospetti si confermarono, la moglie aveva una relazione con Krombach e alla fine lo raggiunse in Germania lasciando Bambersky. Routine, i figli crescono con Bambersky in Francia, la figlia Kalinka un’estate raggiunge la nuova famiglia della madre e muore. Bambersky perplesso indaga dopo essersi fatto tradurre dal tedesco una relazione d’autopsia ai limiti del demenziale e scopre particolari terribili di cui nessuno parla e che la moglie sembra semplicemente ignorare. Il dottor Krombach avrebbe curato in maniera quanto meno eccentrica la ragazza, il cui corpo rivela segni di violenza sessuale. Bambersky chiede l’apertura di un’inchiesta, la moglie lo accusa di cercare vendetta, inizia una storia infinita di indagini e procedure tra Francia e Germania che la burocrazia giuridica (e forse qualcosa di meno spiegabile) dilatano per anni e anni mentre i protagonisti invecchiano, si svenano di spese legali e aumentano le prove che il dottor Krombach ha un passato e un presente di comportamenti inquietanti. Quello che sembrava un dubbio atroce diventa un moderno feuilleton che vede i due antagonisti combattersi per una vita dalle carte bollate fino ai rapimenti e alla giustizia fai da te. Un horror quotidiano di protocolli sull’ingiustizia.

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Marco Bacci
Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori