Vivino. Per Bacco, che app!

La app dedicata al vino più scaricata al mondo

57
0

Sapere tutto sul vino oggi è facile come berlo, grazie a Vivino, la app dedicata al vino più scaricata al mondo. Nata nel 2010 e creatrice della più ampia community di “vinofili” esistente – dal semplice curioso al vero intenditore – Vivino identifica il vino dall’etichetta e fornisce in tempo reale informazioni accurate e approfondite su produttore, zona geografica, caratteristiche organolettiche. E per chi desidera scolarsi o mettere in cantina una buona bottiglia – e può ordinarla direttamente sul sito ViVino divenuto distributore – la app indica anche disponibilità e prezzo consigliato oltre a riportare i giudizi degli utenti che hanno già provato e recensito quel vino. Ovviamente è anche possibile inserire giudizi propri, scrivendo recensioni e integrando le informazioni disponibili. Il funzionamento di Vivino è davvero semplice: basta scattare una foto all’etichetta della bottiglia con lo smartphone che – grazie all’ app scaricata gratuitamente – ne fa una veloce scansione e fornisce informazioni sulle caratteristiche del vino e sui migliori abbinamenti con il cibo. Oggi Vivino – disponibile in Italiano, Catalano, Danese, Francese, Giapponese, Inglese, Olandese, Portoghese, Spagnolo e Tedesco – “brinda” perché ha superato 1,4 milioni di download in Italia, annuncia che la app viene utilizzata da oltre 17 milioni di appassionati di vino nel mondo e conta 300.000 scansioni di etichette ogni giorno, 250 milioni di etichette fotografate, una library di 8,8 milioni di vini e un nuovo download ogni 2 secondi. Cin cin!

CONDIVIDI
Walter De Pace
Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  - novità tecnologiche - e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.