I Cani: prova di maturità a Rock in Roma

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Dopo un inverno passato a sfornare un sold out dietro l’altro nei palazzetti di tutta Italia, si attendeva il ritorno sui palchi dei Cani. L’AuroraTour è infatti ripreso dando il via ad una serie di quasi venti concerti che impegneranno la band romana fino a settembre.
La prova non era certo delle più semplici per la band capitanata da Niccolò Contessa, che aveva l’obbligo di rispettare le attese dei fan anche su un palco importante come quello di Rock in Roma.
Con il loro ultimo lavoro, Aurora, I Cani hanno dimostrato una crescita che in pochi si aspettavano, grazie a sonorità più mature, ma con testi sempre piccanti e modernissimi, ed è proprio questa l’atmosfera che si respira durante tutto il concerto.
Lo show si divide in due anime ben distinte: da una parte i brani del nuovo album, dal sound delicato e a tratti quasi onirico, dall’altra i classici dei primi due album, come Le Velleità, Lexotan e Post-punk, dove i fans danno sfogo a tutta la loro voglia di movimento. Il movimento è infatti un elemento essenziale di tutta la serata, poiché I Cani riescono nella difficile impresa di non annoiare mai il pubblico, anche quando Contessa si mette alle tastiere per eseguire ballate come Calabi-Yau e Sparire.
Grazie ad una scenografia davvero intrigante e minimale e a un’elettronica di alto livello, si viene trasportati per certi versi in un universo lontano dove regna una forte empatia tra i fan e la band. La sensazione, per chi segue il gruppo dagli inizi, è che ci sia stato un grande salto di qualità non solo dal punto di vista prettamente musicale, ma anche di professionalità, soprattutto nella figura di Contessa, che sembra ormai completamente a suo agio davanti ad un grande pubblico, sfoggiando una prestazione vocale molto adulta.
La scelta degli organizzatori del festival di dedicare uno stage più piccolo ai gruppi emergenti italiani (White Stage) risulta azzeccata, poiché l’atmosfera di intimità durante la serata crea uno show davvero suggestivo. Se ci attendevamo risposte da questo concerto le abbiamo avute: I Cani hanno raggiunto la loro maturità.

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Vincenzo Cozzolino
Nato nel 1995 nella terra degli Etruschi, ma nel mio sangue scorre il fuoco del Vesuvio. La musica fa parte della mia vita fin da quando, da bambino, mio padre mi fece conoscere Freddie Mercury. Dal 2014 organizzo uno dei festival musicali alternative più famosi del centro Italia. Passo il tempo suonando il basso e guardando le mie serie tv preferite.