Vasco, data zero contro la paura

2346
0

“E tu chi diavolo sei?”. La domanda arriva nel pieno della notte nei camerini dello stadio di Lignano Sabbiadoro dove un Vasco Rossi in accappatoio blu attendeva di incontrare un manipolo di giornalisti dopo il suo “concerto zero”. Il ragazzo sorride e spiega: “Vi ho visti passare e mi sono unito. Vasco ci facciamo una foto?”. Blasco sgrana gli occhi azzurri prima che la sua press agent Tania Sachs e il servizio d’ordine capiscano la situazione ed espellano il giovane (uno dei ventiduemila calati sul litorale friulano) dalla zona proibita.

DSCF1547Vasco è in gran forma. Lo ha dimostrato in due ore e mezza di concerto “costruito – spiega – facendo un po’ la sintesi delle ultime tre o quattro edizioni, aprendo con ‘Lo show’ e mettendo ‘Gli spari sopra’ come inizio della seconda parte”. Il palco è più o meno lo stesso dell’ultima volta, la scaletta è variata, ma rimane la parte acustica, il taglio molto rock, a volte metal, con un curioso sguardo ai Chemical Brothers nello strumentale di mezzo show, e le scivolate romantiche e intimiste da cantore della solitudine di una generazione emarginata e controcorrente.

DSCF1477“Sto bene, ho fatto un patto col diavolo, e poi dovendo fare una vita sana, anche perchè mi hanno dato degli ultimatum precisi, mi sono ritrovato così. Anche un po’ spaesato, perchè vedo le cose da una prospettiva inedita”, sogghigna pensando alla recente malattia e agli stravizi del passato. “Il primo patto col diavolo l’avevo fatto all’inizio, quando ho cominciato, quando ho cominciato a bruciare molti carburanti…”

L’anno prossimo festeggerà i 40 anni del suo primo disco con un grande evento a Modena in luglio, nel frattempo ha già pronte quattro canzoni nuove che andranno a condire una antologia storica dell’intero arco della sua produzione diviso in quattro cd. E il ritorno degli stadi (22, 23, 26, 27 giugno a Roma) gli fa venire anche altre voglie: “Ormai non mi fermo più. Non so se faremo anche dei palasport più avanti, ma – rivela – mi piacerebbe anche andare nei teatri, in acustico, a far sentire le mie canzoni così come sono nate”. E’ una vecchia idea, con un suo fascino. Il problema sarà come far entrare nei teatri il popolo degli stadi.

DSCF1616Intanto a Lignano si è compiuto l’ennesimo rito. Chi non ha trovato posto nello stadio si è accontentato dei parcheggi, dei tetti delle roulotte e dei camper dell’antistadio dove il palco pinkfloydiano con i suoi megaschermi era comunque sufficientemente visibile e la musica arrivava al mare attraversando la palazzina dell’area ospitalità dove la presidente del Friuli Debora Serracchiani si prendeva una pausa preelettorale guardando lo show dalla balconata. Vasco inanella quaranta canzoni in sequenza, alcune chiuse in due medley. La prima sorpresa è “Accidenti come sei bella”, mentre prima dei bis si riserva di scegliere una canzone diversa a sorpresa ogni notte. Ma è la folla che si fa trascinare tanto che al tripudio gaudente di “Rewind” volano reggiseni e Vasco si ritrova a raccogliere qualche perizoma sul palco. Uno, rosso, se lo avvolge al polso e poi al collo.

DSCF1473“Ricordatevi che il vero pericolo non è l’odio, è la paura. Non dovete aver paura”, ammonisce citando Gandhi. E più tardi sarà più esplicito: “Io non ho paura. Cioè è ovvio che ce l’ho, ma non bisogna averne. Ne abbiamo superate tante di paure in passato. Non bisogna aver paura di nulla. Non bisogna cambiare le proprie abitudini, io non le ho cambiate e non le cambio. Poi se qualcuno mi viene vicino e si fa saltare in aria pazienza, non me ne frega un cazzo. Bisogna anche ricordarsi che la libertà, le nostre conquiste sociali e civili non è che possiamo metterle in discussione oggi. Cinquant’anni fa quanti sono morti per la nostra libertà per i diritti, perché le donne potessero votare e non essere trattate come delle serve? ”.

Terrorismo? C’è chi dice no.

DSCF1540

Giò Alajmo

CONDIVIDI
Giò Alajmo
Giò Alajmo ha la stessa età del rock'n'roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.